Vento di Bora

Vento di Bora

La Bora è un vento con provenienza generalmente tra Nord e Est/Nord-Est. Si tratta di un vento locale catabatico, frutto del gradiente barico tra l’area Balcanica e l’area Mediterranea, ed è tipico delle zone Adriatiche.

rosa dei venti
Rosa dei Venti a 16 punte. Fonte scuola-e-cultura.it

I venti classificati in territorio nazionale sono 32 (presenti nella Rosa dei venti a 32 punte, usata anticamente nella marineria velica). Prevalentemente se ne conoscono 16 e i più comuni sono 8 (più la Bora) :

Tramontana (Nord)

– Grecale (NordEst)

– Levante (Est)

Scirocco (SudEst)

– Ostro (Sud)

Libeccio (SudOvest)

– Ponente (Ovest)

– Maestrale (NordOvest)

Bora (Nord-Nordest)

Da dove viene il vento di Bora

Il vento di Bora, essendo di natura catabatica (e dunque legato all’orografia), è strettamente legato all’altopiano Carsico e alle Alpi Dinariche che si affacciano lungo l’Adriatico.  

Con quali condizioni atmosferiche si forma la Bora

Una massa d’aria densa e quasi sempre fredda, di natura semi-continentale o continentale, raggiunge le Alpi Dinariche, le Alpi orientali e il Carso. Da qui, la spinta contro i rilievi induce la massa stessa a passare attraverso “Le Porte”, ovvero dei valichi, cadendo sul versante Adriatico in maniera violenta. In alcuni tratti, è possibile assistere a raffiche di eccezionale violenza come prodotto dell’effetto Venturi, fenomeno idrodinamico per il quale ad una diminuzione di pressione di una corrente di fluido ne corrisponde un aumento della velocità. Tutto ciò grazie alle strozzature, rappresentate in questo caso dalle Porte adriatiche. L’entrata più nota in Italia è quella di Postumia-Trieste.

vento di bora
Mare mosso dai venti di bora

In quale stagione soffia con maggior frequenza

I venti di Bora sono tipii della stagione invernale, ma anche nelle stagioni intermedie può presentarsi.

Effetti in territorio italiano

Alto Adriatico - Golfo di Trieste

Qui la ventilazione di Bora si presenta spesso con un minimo barico al suolo che la richiama, pur non avendo la presenza di correnti da NE anche in quota. Questo è dovuto al fatto che la quasi totalità delle volte la Bora rappresenta un “pressing” di una massa d’aria pellicolare, col freddo concentrato nei medi e bassi strati. L’altezza modesta dell’Altopiano del Carso inoltre non permette un’efficace azione di compressione adiabatica e favonizzazione, andando così a facilitare il deposito di freddo negli strati prossimi al suolo e la conseguente genesi di fenomeni nevosi in caso di scorrimento umido in quota. Alcune fasce di territorio sembrano essere solitamente preferite, ad esempio dall’Udinese centrale fin verso il Veneto orientale.
Per i litorali sottovento il trasbordo di aria fredda con la Bora rappresentano un unicum durante la stagione fredda, sia a livello termico che di fenomeni. Questi episodi infatti sono ben distinguibili dalla normalità climatica invernale, con temperature decisamente più fredde del solito durante l’intero evento: ciò porta ad avere, non frequentemente però, episodi nevosi e fenomeni alquanto bizzarri come il gelicidio di Trieste del 25 Marzo 2013.

Medio e Basso Adriatico

Dal Veneziano a scendere verso Sud, lungo tutta la riviera adriatica, la Bora la si può definire come “croce e delizia”: essa infatti, quando irrompe in maniera brusca, tende a rimescolare eccessivamente gli strati bassi della colonna d’aria, portando inevitabilmente a temperature al suolo poco basse sulla costa (seppur accompagnate da bassi tassi di umidità). In inverno queste condizioni inibiscono fenomeni nevosi estesi, intensi e qualitativamente migliori. C’è un ma: proprio lo scorrimento sul mare delle correnti nord-orientali produce dei corridoi “più umidi” dei dintorni, pilotati dall’incanalamento del vento nelle “Porte Adriatiche”: quando questa condizione non è eccessivamente esasperata, ed è anzi alterata da correnti più settentrionali (Tramontana) o nord-occidentali (Maestrale), si rivela utile in termini di fenomenologia anche per i settori costieri (quelli interni e Appenninici, grazie all’effetto Stau, riescono quasi sempre a massimizzare queste situazioni. In inverno una Bora non troppo intensa, che meglio organizza questi trenini nuvolosi sull’Adriatico, può produrre il classico ASES (Adriatic Sea Effect Snow).

La parola Bora cosa significa

Deriva da Borea (in greco antico: Βορέας, Borèās), personaggio della mitologia greca che rappresentava la personificazione del Vento del Nord. 

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