Una stagione che al momento non vuole decollare

LA STAGIONE INVERNALE CONTINUERÀ IN MODALITÀ “STAND BY” SULLE REGIONI DEL NORD ITALIA E SU GRAN PARTE DELL’EUROPA CENTRO OCCIDENTALE
Fabio Fioramonti
Buonasera e buon Giovedì, fino a pochi giorni fa sussistevano dei dubbi riguardo all’evoluzione in sede mediterranea della veloce irruzione fredda attesa tra il giorno 5/6 Gennaio (https://www.facebook.com/188804995046206/posts/527851737808195/?d=n ), ma ad oggi si può completamente supporre che lo scenario proposto dal modello più performante #Ecmwf (inglese) risulterà la dinamica più verosimile; come mostrato dalla sinottica in fig(1) la saccatura ricolma di aria fredda d’origine artico continentale si limiterà ad interessare marginalmente le regioni del Medio Adriatico e Sud Italia a partire dalla serata di Domenica 5, ove ci si attende il calo termico più marcato. Sarà un’avvenzione molto rapida poichè la saccatura viene vista traslare velocemente verso il Mar Egeo (Grecia) sospinta da forti venti dai quadranti Nord orientali. A livello precipitativo non supponiamo grandi cose per le regioni esposte, se non deboli nevicate fugaci fino a bassa quota da staü nelle località adiacenti all’Appennino centro meridionale, ricordiamo che la penisola attualmente si trova sotto la protezione del promontorio anticiclonico delle Azzorre, alimentato da aria calda d’estrazione subtropicale in quota e data la veloce evoluzione dell’irruzione dell’aria fredda sopra illustrata, questa non avrà modo per formare basse pressioni sui bacini di mare di Levante per poter consentire una formazione e conseguente distribuzione “omogenea” delle precipitazioni sulle regioni sopracitate.
Le regioni del Nord Italia a proposito della dinamica illustrata sopra, possiamo affermare con assoluta certezza che a livello atmosferico non ne “risentiranno” quasi per nulla, proprio a causa della protezione da parte dell’anticiclone che garantirà giornate ampiamente soleggiate in un contesto tutt’al più ventoso a partire dalla giornata di Sabato per venti Nord (favonio) e temperature che si manterranno di poco al di sopra della media stagionale sulle località di pianura per lo più comprese tra 0/ -2 (valori minimi) e tra 8/12 gradi (valori massimi) , discorso diverso invece per i rilievi alpini ove in regime di Alta pressione si assisterà a marcate inversioni termiche con temperature massime in quota addirittura over 10 gradi ad un’altezza di 1500m (approssimativa), inutile ribadire che una situazione del genere espone le località montane ad un elevato rischio valanghe, poiché il manto nevoso diverrà via via più instabile e considerato un aumento della ventilazione proprio nel corso del week end festivo dell’epifania si raccomanda prudenza e di rispettare le allerte emesse dalle autorità competenti montane.
Volgendo lo sguardo a lungo termine gli elaborati modellistici di riferimento #Ecmwf e #Gfs non lasciano spazio alla possibilità di eventuali cambiamenti a livello atmosferico in sede mediterranea, anzì, l’anticiclone delle Azzorre dopo l’irruzione fredda che interesserà le nostre regioni meridionali sembra aver tutte le intenzioni di espandersi e rafforzarsi in termini di geopotenziali proprio sul Mediterraneo centro occidentale, prolungando così una fase atmosferica in totale assenza di precipitazioni su gran parte della penisola fino almeno alla giornata di Domenica 12, temperature che se non fosse per le inversioni termiche, locali nebbie e brinate notturne sulle aree di pianura, non avrebbero nulla a che vedere con il mese “principe” dell’Inverno, ma un dono ogni giorno ce lo consentirà: tramonti spettacolari di una stagione che non vuole decollare!
In allegato
Fig 1 Sinottica elaborata dal modello europeo #Ecmwf illustrata, relativa alla veloce irruzione di aria fredda attesa tra il 5/6 Gennaio
Fig 2 Spaghi meteo su media previsionale #Ensemble illustrati, relativi al piano isobarico 850hpa del paese dalla quale scrivo(pedemontana comasca)
Fig 3 Temperature attese a 850hpa (1495m) nella giornata di Martedì 7 ove si mette in evidenza la forte anomalia termica positiva sulle aree alpine occidentali, ove ci si aspettano valori positivi a doppia cifra nelle ore centrali del giorno alla medesima quota.

Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3


Colgo l’occasione per augurarvi uno splendido 2020, con affetto
FF

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