Un capolavoro naturale: il fenomeno del tykkylumi o “crown snow-load”

L’inverno porta con sé una varietà di meraviglie, tra cui un fenomeno affascinante noto come “tykky” o “tykkylumi” o “crown snow-load”. Questa espressione finlandese racchiude il segreto di una particolare formazione di neve, un capolavoro naturale che si materializza solo in condizioni climatiche precise, e non solo in Lapponia.

Cos’è il tykkylumi?

Il tykkylumi non è il risultato di un susseguirsi di nevicate, ma è piuttosto il risultato di un processo meteorologico particolare, che trasforma la neve caduta in uno strato compatto, pesante e robusto.

Come si forma il tykkylumi?

Il tykkylumi è un pesante strato che si accumula sulla chioma e sui rami degli alberi, composto da: fiocchi di neve, brina e galaverna.

La sua formazione non è immediata, richiede anche diverse settimane per la sua completa realizzazione, in base alle condizioni meteorologiche.

Uno degli ingredienti fondamentali è un’alta percentuale di umidità nell’aria, di solito nebbia, che si estende nella parte superiore del terreno fino agli alberi. Questo fattore aiuta l’adesione delle particelle d’acqua sulla chioma degli alberi.

Un ulteriore ruolo lo svolge il vento, difatti se il vento è di carattere moderato (tra i 3-6 m/s -> 10-22 km/h), favorisce la crescita dell’accumulo, se invece é troppo calmo, il numero di particelle che aderirà alla chioma sarà di gran lunga inferiore nello stesso lasso di tempo. Quando il vento diventa rafficato, l’ammasso accumulato tenderà a staccarsi dai rami raggiungendo il suolo. Oltre al vento, l’aumento della temperatura nella zona di riparo libera la chioma.

Nevicate con temperatura intorno allo zero (fiocchi pesanti, con molto umidità) e T° troppo basse renderebbero i fiocchi asciutti e meno propensi a legarsi con gli aghi (foglie) e rami delle conifere.

Il deposito di brina favorisce lo sviluppo dello spesso strato; la brina è il prodotto del brinamento del vapore acqueo presente negli strati d’aria interessati. Il processo di formazione prevede che ci siano determinate condizioni di base: la temperatura dell’aria alla partenza del meccanismo deve essere superiore al punto di congelamento, dunque positiva; la temperatura delle superfici sulle quali si poggerà la brina dovrà essere negativa. (Vedi articolo sulla BRINA e GALAVERNA)

Il rialzo della T° verso valori leggermente sopra lo zero, per brevi lassi di tempo, favorisce una leggera fusione dello strato superficiale, che compatta ulteriormente l’accumulo. Il seguente ribassamento termico lo stabilizza.

L’ammasso della coltre, spessa e robusta che ricopre gli alberi, può arrivare a pesare addirittura diverse tonnellate!

Questo magnifico fenomeno nasconde importanti pericoli, infatti, durante giornate con raffiche di vento sostenute, può provocare la caduta di suddetti importanti e pesanti pinnacoli contro tetti di case, escursionisti lungo i sentieri o tralicci della corrente, provocando lunghi blackout.

Inoltre il tykkylumi non è riconducibile, come si potrebbe pensare, ai soli territori lapponi, ma anche ad altre aree terrestri, dove le simili condizioni terrestri e meteorologiche lo permettono.

Le fotografie presenti in questo articolo sono state gentilmente concesse dalla fotografa Anna Välimäki, scattate presso la località di Kuusamo (Finlandia).

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