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TENDENZA DI MEDIO TERMINE: IPOTESI FREDDA E A TRATTI PERTURBATA DAI CONNOTATI SQUISITAMENTE INVERNALI ENTRO LA PRIMA SETTIMANA DI DICEMBRE

Fabio Fioramonti

Il mese di novembre su gran parte d’Europa sta per congedarsi “senza colpo ferire”, sia dal punto di vista del dinamismo atmosferico che da quello termico, senza inoltre mostrare parvenze di una stagione in fisiologico avvio verso quella invernale.

L’Autunno e la Primavera sono le cosiddette stagioni di “transizione”, nelle quali vengono accentuati gli scambi meridiani di calore che apportano fasi piovose anche piuttosto durature alle nostre latitudini; dinamica che non è avvenuta nel mese corrente, facendo di quest’ultimo un mese di “noia meteo”, caratterizzato da frequenti espansioni anticicloniche, frutto di un’intensa attività del vortice polare nella sua sede d’origine.

OGGI INIZIANO A PRESENTARSI SEGNALI, PER QUANTO ANCORA TENDENZIALI, DI UN CAMBIO DI SCENARIO BARICO.

Come mostrato dalla carta meteo 1, non può passare inosservata la formazione di un’area di alta pressione in sede euroasiatica, una figura di stabilità atmosferica tipica della stagione invernale sullo scacchiere barico russo-asiatico, la quale manca all’appello da diverse stagioni. L’ alta pressione Russo/Siberiana occupa un ruolo fondamentale nelle dinamiche atmosferiche invernali, poiché essa garantisce l’accumulo di aria fredda artico continentale di tipo pellicolare sulla Russia, a due passi dall’Europa orientale, una sorta di “serbatoio di aria gelida” che se non viene disturbato dal flusso perturbato nordatlantico può avviare un processo di termicizzazione della struttura barica stessa.

L’anticiclone Russo non è permanente, ma svolge un’azione di disturbo a carico del vortice polare nella sua sede d’origine rallentandone la velocità, con conseguente parziale dispersione dell’aria fredda accumulata alle latitudini artiche verso sud, compresa l’Europa (discese di aria fredda con moto meridiano nord-sud). Questo potrebbe accadere nei primi giorni di dicembre.

Tornando alle dinamiche atmosferiche attese nei prossimi giorni sulle nostre regioni, dopo la fase di tempo stabile e soleggiato ad opera di un’espansione temporanea anticiclonica sul Mediterraneo occidentale, a partire dalla giornata di Venerdì si assisterà al transito di un cavo perturbato d’origine atlantica che sarà responsabile di un’importante fase di maltempo destinata alle regioni centro-meridionali nel prossimo fine settimana, mentre sulle regioni settentrionali le precipitazioni associate a questo sistema perturbato riguarderanno soltanto le regioni di Nord-Ovest e forse l’Emilia-Romagna e saranno per lo più di debole intensità. Il tutto in un contesto termico non eccessivamente freddo, poiché la fase di maltempo in questione sarà per lo più indotta da ventilazione di richiamo dai quadranti meridionali.

La fase perturbata appena descritta sarà un “passaggio chiave” per le dinamiche atmosferiche attese nella prossima settimana sulle nostre regioni, poiché nel contempo una massa d’aria fredda artico-continentale avanzerà con moto retrogrado est-ovest verso gli stati centrali europei coinvolgendo parzialmente anche le nostre regioni settentrionali, con associato calo termico ma scarsa fenomenologia.

Continuando nell’osservazione degli elaborati modellistici di riferimento, a metà della prossima settimana (3/4 dicembre) un nuovo sistema perturbato dal Nord-Atlantico si approfondirà proprio al largo della penisola iberica, creando tutti i presupposti per interagire con la massa d’aria fredda posizionata sugli stati centrali d’Europa. La nostra penisola in questa dinamica risulterebbe sede di contrasto tra le due masse d’aria ben distinte tra loro: aria fredda artico continentale in afflusso da Est/Nord Est e venti di richiamo umidi e temperati dai quadranti meridionali sui bacini di mare di Ponente, connessi appunto al centro di bassa pressione con perno in sede iberica.

La possibile interazione tra le due masse d’aria in questione potrebbe generare una fase di maltempo di chiaro stampo invernale sulle regioni centro-settentrionali, ove si assisterebbe alla possibilità di nevicate fino a bassa quota da “sovrascorrimento” sulle regioni di Nord-Ovest generata dall’afflusso di aria più umida su uno strato di aria fredda affluita nei giorni precedenti e depositatosi nei bassi strati.

OVVIAMENTE STANTE L’ELEVATO “RANGE” TEMPORALE CHE CI SEPARA DALL’EVENTO LA DINAMICA APPENA ILLUSTRATA HA SOLO VALORE TENDENZIALE, E NECESSITERÀ DI ULTERIORI CONFERME NEL CORSO DEI PROSSIMI GIORNI.

Fabio Fioramonti

in collaborazione con MeteoCultura

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