Ritorno di condizioni atmosferiche perturbate con l’esordio della primavera meteorologica?

Fabio Fioramonti

Buonasera e buon Martedì, ci avviamo verso la chiusura dell’Inverno meteorologico con il rammarico delle “occasioni” perse, un Inverno che ha deluso le aspettative di molti “addetti ai lavori”, ne abbiamo già ampiamente parlato di cosa secondo noi è mancato per far sì che il “Generale” apportasse almeno gli episodi degni una stagione di tale nome quale INVERNO.


Il mese di Febbraio molto probabilmente si congederà senza “colpo ferire” sulle regioni del Nord Italia, su queste zone si può parlare tranquillamente di inverno siccitoso, le giornate perturbate si possono contare sulle dita di una mano e la stagione turistica invernale sulle Alpi è stata a dir poco fallimentare.

Focalizzandoci sull’osservazione dei modelli a nostra disposizione dobbiamo “buttare” l’occhio al mese di Marzo inoltrato, mese che per eccellenza vanta scambi meridiani tipici della stagione primaverile unito ad un fisiologico tracollo delle vorticità in sede polare, in soldoni con il mese entrante si alzano le possibilità di un cambio di circolazione a livello atmosferico alle nostre latitudini, in favore della tanto agoniata pioggia sulle regioni del Nord.


Questa sera prendiamo in esame il periodo che va dal 6 Marzo, qualcosa in realtà potrebbe cambiare nei giorni precedenti in termini precipitativi , ma saranno passaggi perturbati “effimeri” più che altro dovuti al transito di brevi cavi d’onda di origine atlantica che distribuiranno precipitazioni a carattere sparso ed in maniera disorganizzata( non su ampie fette di territorio).
Nelle cartine sottostanti invece ho voluto mettere in risalto un passaggio perturbato ben più incisivo proposto da entrambi i modelli Ecmwf (Europeo) e Gfs (americano), che vedono un abbassamento del flusso perturbato di origine Nord Atlantica ricolmo di aria polare artico-marittima far breccia nel Mediterraneo dalla porta del Rodano/Carcassone, il quale approfondendosi sul Golfo del Leone andrebbe a generare una depressione in grado di dispensare precipitazioni più organizzate specie sui versanti nord occidentali della penisola.

A seconda della profondità e dell’ampiezza di questa depressione si potrà intuire l’intensità, la durata e l’esatta collocazione di eventuali fenomeni, inoltre non è possibile escludere che oltre al richiamo di ventilazione dai quadranti meridionali forieri di precipitazioni possa esserci un richiamo di aria più fredda (che riporterebbe valori di temperatura più consoni al periodo) nei piani isobarici inferiori al momento della formazione della depressione suddetta.
Al momento si tratta di una “bozza” e quindi da non prendere come una previsione (data la distanza temporale oltre le 200h), il mio intento era quello di illustrare la possibilità di un cambiamento delle condizioni atmosferiche con l’esordio del mese di Marzo, l’impianto perturbato viene propostao da entrambi i modelli principali Ecmw e Gfs seppur con dinamica di evoluzione differente.


In allegato Fig 1,2 delle emissioni modellistiche #Ecmwf e #Gfs per la giornata di Sabato 8 Marzo .
Fig 3 Spaghi meteo illustrati sulla verticale del piano isobarico 850hpa dal paese dal quale scrivo.

Fig. 1


Fig. 2


Fig. 3

Fabio Fioramonti

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