Quanto c’è di vero sulla fantomatica irruzione gelida attesa nella prossima settimana in Italia?

Fabio Fioramonti

Quanto c’è di vero sulla “fantomatica” irruzione gelida attesa dalla prossima settimana?! (Episodio ingigantito dai media)
Partiamo da un presupposto semplice e piuttosto realistico, l’Inverno appena trascorso non può essere definito con tale nome! L’Inverno appena trascorso a livello atmosferico può essere definito tale, solo ed esclusivamente per giornate con meno ore di luce e se vogliamo essere obbiettivi per le temperature minime registrate, che davano la parvenza di essere nei mesi climaticamente più freddi dell’anno, è anche vero che la stagione invernale alle latitudini mediterranee è caratterizzata da episodi di durata spesso breve ma anche talvolta intensi, sia in termini precipitativi che a livello termico. Quest’anno si è vissuta una situazione anomala, più di quanto lo siano state le stagioni invernali passate, sono venuti a mancare gli EPISODI, specie a livello precipitativo, il tutto per una serie di fattori a livello atmosferico che sono venuti a mancare per consentire dinamiche dai connotati invernali sull’intero stivale.
Tornando in tema, accendendo la tv, i media cominciano a descrivere scenari “gelidi” per la prossima settimana, chi lo chiama “colpo di coda invernale” (coda di cosa?) , chi su siti web lo denominano come (frustata invernale o “pallottole gelate”), e chi come me me da semplice appassionato autodidatta lo definisce un normale episodio moderatamente freddo, dettato da un fisiologico “scompattamento” del Vortice Polare. Considerata la stagione primaverile dove dovrebbero regnare gli scambi meridiani portatori di piogge e freddi tardivi appunto causati dalla dispersione di aria fredda dalle latitudini settentrionali verso quelle meridionali, mi sembra una situazione del tutto lecita, figlia di un processo di evoluzione stagionale.
Nel dettaglio da Lunedì la situazione atmosferica a livello sinottico sulla scena europea cambierà è vero, i massimi geopotenziali dell’Alta Pressione delle Azzorre verranno confinati ad ovest del vecchio continente (in Atlantico), ma ciò non toglie che questa lascerà campo libero alla discesa di aria fredda (che ricordiamo è di origine artica-polare) in grado di dilagare in maniera netta sullo stivale italico.

L’Italia orograficamente è un paese di per se “complesso”, le catene montuose quali Alpi ed Appennini giocano un ruolo fondamentale sulle dinamiche perturbate in previsione, in questo caso appunto l’afflusso di aria fredda dai quadranti orientali darà i suoi maggiori effetti sui versanti esposti, quindi regioni come Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata. Le quali beneficeranno di precipitazioni fugaci e per lo più relegate ai settori adiacenti all’Appennino, poiché la ventilazione proveniente da est sarà “tesa” molto sostenuta, tant’è vero che transitando sul Mar Adriatico in maniera piuttosto rapida non avrà modo di umidificarsi a tal punto da dispensare fenomeni a larga scala e di tipo omogeneo su ampie fette di territorio, quindi ci sarà da attendersi fenomeni nevosi a quote di bassa collina per effetto staü (sbarramento appenninico) ma non abbondanti e soprattutto non persistenti, non si escludono neanche fenomeni convettivi di tipo temporalesco associati a grandine, tutto questo frutto di un contrasto termico tra l’aria entrante e quella presente nei bassi strati dell’atmosfera.
A livello termico a partire dalla serata di Lunedì si avvertirà un calo netto delle temperature soprattutto sui versanti esposti, ma che sia ben chiaro il brusco calo percepito è dato dal fatto che arriviamo da temperature da Primavera inoltrata preesistenti, NON dalla tipologia di aria entrante! Poiché alla fine entrerà un ‘isoterma negativa al piano isobarico 850hpa(1500m) -4 sul versante Adriatico il che vuol dire che nei bassi strati durante le ore diurne del periodo preso in questione con l’irraggiamento solare marzolino, si arriverà comunque a rilevare temperature massime di 7/8 gradi, ribadisco comunque, che sia notevole rispetto alle temperature attuali!

I settori occidentali (lato tirrenico e Nord Ovest) ad esempio, non si accorgeranno neanche di questo “fantomatico”ritorno dell’inverno, qui si avrà cielo terso in un contesto ventoso e calo termico apprezzabile per un brevissimo lasso di tempo non appena la ventilazione cesserà.
Il tutto evolverebbe in maniera abbastanza rapida verso la penisola ellenica entro Giovedi.
L’anomalia di tutto ciò, sta nelle termiche che rileviamo oggi, non quelle attese dalla prossima settimana!
Il freddo non spaventa! La siccità dovrebbe preoccupare.
In allegato
Fig 1,2 Dinamica illustrata proposta dai due gm principali #Gfs #Ecmwf
Fig 3,4 Fase di massima espressione a livello precipitativo proposta dal modello #Gfs, ed emisferica che mostra ancora un Vortice polare in buono stato di forma nonostante la stagione primaverile.
Img5 Spaghi meteo su media Ensamble illustrati relativi alla verticale del piano isobarico 850hpa del paese dalla quale scrivo.


Fig. 1


Fig. 2


Fig. 3


Fig. 4


Fig. 5

Saluti
Fabio Fioramonti

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