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Neve nel deserto e anticiclone al nord-ovest, un curioso legame

Neve nel deserto e anticiclone al nord-ovest, un curioso legame

Buonasera e benvenuti ad un appuntamento di analisi meteo. La scorsa settimana si è parlato di una nevicata arrivata fin sulle zone desertiche sahariane dell’Algeria (si parla comunque di quote medie), mentre stiamo osservando anche in questo inverno l’assenza quasi totale di nevicate al nord-ovest a quote basse o, ancora meglio, di pianura (vedremo se la prossima settimana ci sarà un’occasione per queste aree, vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti previsionali nel corso del fine settimana). A livello statistico, negli ultimi anni è aumentata la frequenza di nevicate “sahariane”, mentre la nevosità del nord-ovest italico è crollata drasticamente dall’inverno 2013-14 compreso.

Ma allora, che sta succedendo? Succede che sempre con maggior frequenza gli anticicloni (sia di matrice africana che azzorriana) tendono a posizionarsi sull’Europa sud-occidentale, di fatto impedendo qualsiasi ingresso franco da ovest, sia che si tratti di perturbazioni atlantiche che di “gocce fredde” che vanno a scavare basse pressioni sul Mediterraneo occidentale. Questo spostamento verso nord dell’anticiclone africano, unito o all’assenza dell’anticiclone delle Azzorre o alla sua eccessiva “invadenza” verso est nei momenti di pausa dell’africano, determina fasi di temperature sopra media e penuria di precipitazioni al nord-ovest; al tempo stesso, sul bordo orientale dell’anticiclone scende aria fredda, che punta a turno centro-sud Italia, Grecia, Turchia e, in alcune occasioni, riesce ad addentrarsi fino al Sahara (configurazione di esempio illustrata nella mappa di reanalisi fonte centrometeo.com).

Anticiclone in movimento verso il nord-ovest, aria fredda in discesa verso Mediterraneo centro-orientale e nord Africa

Lo spostamento verso nord dell’anticiclone africano, ulteriormente rinvigorito da anomalie di temperatura oceanica negativa in zona Azzorre, con omonimo anticiclone spesso sbilanciato verso ovest o verso est a seconda dei casi, come detto prima, sta quindi diventando più frequente, non solo nella stagione estiva; osserviamo quindi una persistente anomalia barica positiva sull’Europa sud-occidentale, che porta a periodi siccitosi, temperatura sopra media e sempre meno nevicate al nord-ovest. Le perturbazioni che sono transitate sulle regioni nord-occidentali negli ultimi inverni hanno avuto carattere più sporadico (unica eccezione la stagione 2020-21, segnatamente nel corso del mese di dicembre) e sono state sostenute da correnti molto tese, il che ha impedito la formazione di basse pressioni “ampie”, a favore di vortici molto stretti e veloci. Il nord-ovest si è ritrovato quindi spesso saltato dalle precipitazioni ed in frequente sopra media termico, più accentuato rispetto alla media mondiale a causa di quanto descritto. 

In conclusione:

– la neve al nord-ovest è diventata decisamente meno frequente negli ultimi anni, a causa di molti fattori, tra cui la persistenza dei campi anticiclonici sull’Europa occidentale, accentuata da uno spostamento verso nord dell’anticiclone africano, verso est dell’azzorriano ed al netto rinforzo del vortice polare .

– la neve “desertica” correla quindi positivamente con la presenza di campi anticiclonici sull’Europa sud-occidentale, che di fatto vanno ad ostacolare i passaggi perturbati al nord-ovest, per i motivi descritti nell’articolo.

– pur in contesto “episodico” e con temperature medie in rialzo, al centro-sud si stanno comunque verificando episodi nevosi di rilievo negli ultimi anni (ad esempio dicembre 2014, gennaio 2017, febbraio 2018, gennaio 2019). 

Non possiamo sapere se le configurazioni cambieranno, anche se un periodo per certi versi simile si verificò negli anni 90 in inverno (ma molto meno accentuato ed in contesto termico decisamente meno anomalo per il nord-ovest) e fu seguito da anni in cui la neve tornò a fare la sua comparsa, con stagioni invernali discrete ed a volte ottime da questo punto di vista fra il 2000-01 ed il 2012-13; certamente, la realtà attuale è quella di un vortice polare mediamente più forte rispetto al recente passato e di un anticiclone africano che spesso si sposta verso il Mediterraneo, elementi che non depongono a favore di prolungate fasi fredde sulle regioni nord-occidentali italiane.

Per ora è tutto, vi auguro un buon fine settimana e rimando ai prossimi giorni per i consueti aggiornamenti previsionali.

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