Lo Smergo maggiore, un anatide specializzato nella pesca 

Lo Smergo maggiore, un anatide specializzato nella pesca

Lo Smergo maggiore (Mergus merganser, Linnaeus 1758) è un’uccello dell’ordine degli Anseriformi, appartenente alla famiglia degli Anatidi.

È un uccello di grandi dimensioni, la cui lunghezza può raggiungere i 70 cm, distinguendosi dal suo congere Smergo minore. Ha un’apertura alare di 82-97 cm e un peso intorno ai 1.000-1.700 gr.

Maschi e femmine della specie sono facilmente distinguibili: il maschio ha capo verde scuro, petto e ventre bianchi; la femmina presenta un colore grigio perla sul dorso e bianco sul ventre, mentre il capo è arancio-rossastro. Il suo becco forte, appuntito e seghettato (come altri smerghi e la pesciaiola) permette allo Smergo maggiore di trattenere le prede durante la caccia. Sulla testa ha una sorta di ventaglio di lunghe piume, che tuttavia aderiscono in modo liscio e regolare nella parte posteriore del capo, senza formare una cresta eretta. Nella femmina, questa caratteristica è più accentuata. Di seguito, nell’immagine in allegato, si può notare l’evidente dimorfismo sessuale.

smergo maggiore mergus merganser
Esemplare maschile in alto, esemplare femminile in basso.

Come è distribuito e dove vive lo Smergo maggiore?

Lo Smergo maggiore è presente in Europa specialmente alle alte latitudini e lungo i maggiori fiumi dell’Europa centrale, con recente frequentazione di siti riproduttivi più meridionali come la Francia, Svizzera, Austria, Italia Settentrionale e Slovenia.1

In Italia la specie è nidificante da pochi anni, ma in forte incremento, con i primi casi segnalati in: Veneto, Piemonte, Friuli Venezia-Giulia e Lombardia. La prima testimonianza di nidificazione dello Smergo maggiore lungo il lago Maggiore (settore italiano) risale al 1998, ai Castelli di Cannero (VB).

Lo Smergo maggiore migra sul nostro territorio in modo piuttosto scarso e regolare, con movimenti tra ottobre-dicembre e febbraio-marzo, con massimi di presenza concentrati tra dicembre e febbraio in Pianura Padana interna, soprattutto presso i laghi Maggiore, Mezzola, Santa Croce e nell’Alto Adriatico. Al momento la specie è ancora molto rara nel Centro Italia ed è praticamente assente al Sud.

I suoi habitat preferiti sono: i bacini fluviali ed i laghi di buone dimensioni. Evita aree con acque calde o troppo vegetate. La sua presenza è correlata alla presenza abbondante di pesci e alla disponibilità di siti per la nidificazione, nei dintorni dei bacini frequentati. I nidi vengono realizzati in fessure di una certa altezza dal suolo.

smergo maggiore femmina - mergus merganser
Esemplare femminile di smergo maggiore

Cosa mangia lo Smergo maggiore?

La dieta dello Smergo maggiore è essenzialmente basata su: pesci, cozze e gamberetti. 

I pulcini preferiscono nutrirsi di insetti acquatici.

Il comportamento dello Smergo maggiore

Lo smergo, quando non è impegnato nella caccia, trascorre il suo tempo nuotando sulla superficie dell’acqua; oppure, similmente al Cormorano, riposa appollaiato su rocce che emergono dall’acqua, spiega le ali e le lascia asciugare al sole o, ancora, si nasconde tra la vegetazione lungo la sponda del fiume. In inverno, sosta sopra lastre di ghiaccio galleggianti. Lo Smergo maggiore è molto prudente, ed es. durante la caccia, accade spesso che uno o più individui fanno da sentinella, per avvertire lo stormo in caso di pericolo. Nonostante si muova piuttosto goffamente sulla terraferma, quando si sente minacciato si mette a correre, assumendo una postura eretta, simile a quella di un pinguino, cadendo e inciampando frequentemente.

Fuori dalla stagione riproduttiva, gli individui della specie, migrano verso le porzioni più meridionali dell’areale, sostando nelle vicinanze di laghi e pozzanghere prive di ghiaccio. Gli smerghi maggiori possono ritrovarsi in gruppi di oltre 70 individui, che si nutrono insieme tra banchi di pesci. Grandi stormi – anche di alcune centinaia di individui – si possono osservare posati sul pelo dell’acqua, alla vigilia della migrazione durante i mesi autunnali.

Lo stato di conservazione della specie è buono, inoltre le sue abitudini da pescatore incallito, non troppo dissimili a quelle del Cormorano, stanno favorendo una sua espansione.

Alcune riprese di Peri Fyseos

Articolo scritto in collaborazione con lo staff di – Peri Fyseos – visitate il loro bellissimo canale YouTube -> Peri Fyseos.

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