Lo Scaccianeve: quando le nostre montagne “fumano”

In una giornata ventosa dopo recenti nevicate, quante volte ci capita di assistere a spettacolari pennacchi bianchi sulle creste di montagna? Non si tratta di nubi, bensì del sollevamento della neve al suolo ad opera del forte vento. Questo fenomeno prende il nome di Scaccianeve.

Contrariamente a quanto faccia pensare, questo fenomeno non corrisponde ad un miglioramento delle condizioni meteo, anzi tutt’altro. Andiamo a scoprirne i dettagli.

Cosa fa lo Scaccianeve: genesi e caratteristiche

L’azione principale dello Scaccianeve è il sollevamento eolico della neve (“polverosa”) depositata al suolo da parte delle forti raffiche di vento. Fattore essenziale è la temperatura dell’aria che deve essere sotto lo zero in quanto facilita l’accumulo del manto nevoso. Inoltre per il verificarsi dello Scaccianeve, oltre alla presenza del vento, serve (come già anticipato) la “freschezza” del manto al suolo, ovvero la neve deve essere caduta di recente e, quindi, non assestata. Tale fenomeno atmosferico porta infatti alla parziale rimozione del manto causando l’illusione di una nevicata o di una tormenta e una marcata riduzione della visibilità, andando così a peggiorare le condizioni meteo delle aree interessate.

Il sollevamento eolico varia da qualche decina di cm sopra il suolo fino a diverse decine di metri in altezza, se il vento è sufficientemente intenso come lo è in genere in alta montagna durante l’inverno. In base alla portata dell’evento, lo Scaccianeve si può distinguere tra basso e alto, a seconda se la visibilità è ridotta solo sotto i 2 metri dal suolo o anche oltre. Di tipo alto è ad esempio lo Scaccianeve nelle varie foto di Elena Paschetto a corredo dell’articolo, che ritraggono le cime alpine attorno al gruppo del Monviso.

La neve spostata dal vento può produrre anche notevoli differenze di accumulo tra un settore e l’altro di un pendio o di un crinale. Nei settori sopravento l’erosione eolica può arrivare anche a mettere a nudo il suolo, mentre in quelli sottovento l’accumulo del manto nevoso soffiato dal vento può raggiungere anche lo spessore di alcuni metri.

Scaccianeve, tormenta e blizzard: ecco come distinguerli

Alcuni fenomeni possono ricordare lo Scaccianeve, come le tormente (o tempesta di neve) e i blizzard.  Ma non vanno assolutamente confusi, in quanto le tormente prevedono come elemento primario una precipitazione nevosa intensa (dunque un’idrometeora in senso stretto), mentre i blizzard sono dei venti di origine polare molto intensi che identificano, tramite un utilizzo improprio ed esteso, le bufere di neve. Per definizione inoltre, i blizzard hanno dei parametri di riferimento quali visibilità, intensità del vento (sopra i 48 km/h in Regno Unito), windchill e durata.

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