Le speranze di pioggia per il Nord Italia, ipotesi al vaglio

Fabio Fioramonti
Buonasera e Buon Martedì,

nelle regioni di Nord Ovest ormai regna sovrano un periodo siccitoso che molto probabilmente entrerà di diritto negli archivi storici inerenti alla statistica pluviometrica in negativo degli ultimi vent’anni con episodi di venti da Nord sempre più protagonisti nell’ultimo periodo.

Proviamo ad addentrarci nel campo delle ipotesi di pioggia per queste regioni nel lungo termine.


Dopo aver assistito a ventilazione di favonio (vento di ricaduta dal comparto alpino) di tipo tempestoso con raffiche oltre i 100km/h la notte passata (causando lo sviluppo di incendi, e danni ingenti agli immobili causati dalle forti raffiche),a causa del transito della perturbazione a carattere freddo, destinata alle regioni del medio Adriatico e Sud Italia- In quest’ultime regioni si esalterà in termini precipitativi supportata anche da una ventilazione dai quadranti orientali (Bora) la quale evolverà successivamente in maniera rapida verso Sud Est, lasciando in “eredità” un brusco calo termico accentuato appunto dalla ventilazione sostenuta dai quadranti Settentrionali/orientali. Per il proseguo, proviamo a supporre come evolveranno le prossime giornate sulle regioni del nord.
Nelle prossime notti sulle regioni di Nord Ovest,come accennato, assisteremo ad un calo termico, specie nei valori minimi, non appena cesserà la ventilazione di favonio a tutte le quote. Il riversamento dell’aria fredda ai piani bassi dell’atmosfera dal piano isobarico 850hpa (1500m circa) sarà favorito dall’inversione termica notturna dettata da un ripristino di condizioni anticicloniche piuttosto rapide, in seguito al transito della perturbazione di queste ore, il tutto in un contesto ampiamente soleggiato e più mite durante le ore diurne almeno fino a Domenica 31 Marzo, garantendo a sua volta l’ennesimo fine settimana dal sapore tipicamente primaverile su queste lande.
Vagliando il campo delle ipotesi probabilistiche nel lungo termine, possiamo notare che fino ad Aprile inoltrato, per le regioni del Nord non ci sono speranze di piogge significative, solo intorno al 3-4 Aprile i principali global models propongono un cambio di circolazione atmosferica sulla scala europea.


Si riscontra una discreta concordanza modellistica sulla possibile discesa perturbata di aria fredda di estrazione artico-marittima per il periodo sopracitato , l’ipotesi viene contemplata sia dal modello Gfs (americano), Ecmwf (europeo) e Gem (canadese).

L’impianto perturbato è supportato da una serie di fattori quali: il fisiologico decadimento stagionale del Vortice Polare “in indebolimento nella vorticità in sede”, dal calo dei venti zonali sul Nord Atlantico a 10 hpa e 30hpa, dalla “spinta”dell’anticiclone aleutinico in sede polare il quale favorisce una maggior dispersione del freddo accumulatosi verso le latitudini meridionali con conseguente rotazione in senso orario del Vortice polare stesso, e Ao (artic oscillation) che rientrerà in territorio negativo, MA……..con un indice Nao (North Atlantic Oscillation) che resterà in territorio neutro-positivo! (indici teleconnettivi che indicano lo “stato di salute del vortice polare”).

Il che vuol dire che le ipotesi di occidentalizzazione (coadiuvate nel caso di una Nao in territorio negativo) di eventuali colate provenienti da Nord sono ridotte, data la totale mancanza di teleconnettività tra questi Siccome l’evoluzione proposta dai gm per il 3-4 Aprile resta soggetta a modifiche sostanziali nella dinamica dell’evoluzione, lo spread di evoluzione nella dinamica resta alto sul territorio italico; di conseguenza per le regioni del Nord resta alto il rischio di un altro “nulla di fatto” in termini precipitativi, poiché una maggior invasione dell’Alta pressione prevista defilata in Atlantico porterebbe un remake dell’episodio perturbato appena transitato, con dinamica che farebbe impattare il fronte atteso per il 3-4 Aprile contro la catena alpina, facendo risultare sottovento per l’ennesima volta le regioni del Nord.


Seguiremo l’evoluzione di questa dinamica giorno per giorno, ricordando di aver descritto un IPOTESI e non una PREVISIONE CERTA!
In allegato:
Fig 1,2,3 Concordanza modellistica per l’ipotetico impianto perturbato per il periodo 3-4 Aprile.
Fig 4 Spaghi meteo illustrati relativi alla verticale del piano isobarico 850hpa del paese dalla quale scrivo (pedemontana comasca)
Fig5 Sinottica a scala emisferisca su base del modello americano #Gfs, riguardante le dinamiche del fisiologico indebolimento stagionale del Vortice polare.

Fig. 1


Fig. 2


Fig. 3


Fig. 4


Fig. 5

Fabio Fioramonti

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