Le ninfee – caratteristiche e curiosità

Le ninfee sono piante acquatiche appartenenti alla famiglia delle Nymphaeaceae. Probabilmente si tratta delle piante acquatiche più iconiche e famose nell’immaginario collettivo ma purtroppo, spesso si conoscono poco le loro caratteristiche e peculiarità. Osservando una ninfea dall’alto può sembrare che si tratti di una pianta galleggiante ma in realtà non è così. Tutte le ninfee sono “ancorate” al fondo dello specchio d’acqua in cui crescono. Possiedono un apparato radicale molto sviluppato ed esteso costituito da radici molto lunghe e spesse che servono ad ancorare e a portare nutrimento alla pianta. Le foglie e i fiori crescono partendo dal fondale fino alla superficie. Durante le prime fasi di crescita, quando sono ancora sommerse, le foglie sono piegate in 2 metà. La foglia si apre completamente solo dopo aver raggiunto la superficie. Gli unici organi che quindi possiamo vedere dall’esterno sono le foglie e i fiori flottanti. La pagina inferiore delle foglie è caratterizzata dalla presenza di spesse venature che hanno in compito di trasportare le sostanze necessarie al metabolismo della pianta ma hanno anche la funzione di sostegno per la foglia stessa. Gli stomi, ovvero i pori presenti sulle foglie delle piante, necessari per gli scambi gassosi, sono situati solo sulla pagina superiore della foglia.

Ninfee rustiche e ninfee tropicali

Le piante appartenenti al genere Nymphaea sono diffuse in tutto il mondo e quindi mostrano caratteristiche e adattamenti differenti a seconda del luogo in cui vivono. L’adattamento principale riguarda la resistenza al freddo e in questo senso le ninfee si dividono in due macro categorie: ninfee rustiche e ninfee tropicali.

Ninfee rustiche

Le ninfee rustiche sono solitamente caratterizzate da un fiore sulla superficie dell’acqua ovvero flottante e che non si solleva al di sopra del livello dell’acqua (questa caratteristica non è valida per tutte le ninfee rustiche). Le foglie hanno un margine lineare e un colore che può variare in base alla specie o all’ibrido considerato. La fioritura è diurna e l’apparato radicale è rizomatoso. Questo tipo di ninfea cresce in climi temperati caratterizzati da inverni freddi. Durante la stagione fredda tutte le foglie della ninfea muoiono e la pianta entra in uno stato di dormienza fino al ritorno della bella stagione. Quando le temperature tornano a salire, dagli apici vegetativi del rizoma, spuntano le nuove foglie e successivamente i fiori. I semi delle ninfee rustiche, se si asciugano, perdono di vitalità.

Nymphaea odorata. Ninfea rustica originaria del Nord America

Ninfee tropicali

Le ninfee tropicali sono caratterizzate da un fiore che emerge di 5/15cm rispetto alla superficie dell’acqua e, a differenza delle ninfee rustiche, i fiori delle ninfee tropicali possono essere anche di colore celeste/viola.

Nymphaea ‘Tina Uber’. Ninfea tropicale con fioritura diurna.

La maggior parte delle ninfee tropicali, come le rustiche, hanno fioritura diurna ma esistono varietà a fioritura notturna come la Nymphaea rubra o la Nymphaea zenkeri.

Nymphaea zenkeri. Ninfea tropicale con fioritura notturna

Il margine delle foglie può essere dentato e l’apparato radicale è costituito da bulbi. Sono piante che si sono adattate a climi caldi, quindi, non resistono al freddo ma possono resistere a periodi di siccità in cui lo specchio d’acqua dove crescono può prosciugarsi totalmente. I semi delle ninfee tropicali, salvo alcune eccezioni, restano vitali anche se si asciugano.

Le ninfee in Italia

In Italia, la famiglia delle Nymphaeaceae è costituita solo da due specie autoctone: Nymphaea alba e Nuphar lutea. Nuphar lutea, nonostante sia parte della stessa famiglia delle ninfee, appartiene a un altro genere. Le differenze principali sono visibili nel fiore che appare totalmente diverso da quello di una ninfea mentre foglie e apparato radicale sono molto simili.

Nuphar lutea

L’unica ninfea autoctona presente in Italia è Nymphaea alba. Si tratta di una ninfea rustica di dimensioni medio/grandi caratterizzata da foglie di circa 30 cm di diametro di colore verde e fiori con 4 sepali verdi, petali bianchi e stami centrali di colore giallo. È diffusa in quasi tutta l’Italia peninsulare e in Sardegna. In molte regioni risulta essere specie protetta. La Nymphaea alba è diffusa anche nel resto d’Europa. Nei territori dove è diffusa caratterizza le aree ripariali poco profonde degli specchi d’acqua. La profondità dell’acqua è un fattore limitante per la crescita della ninfea. Per questo motivo la Nymphaea alba cresce meglio in bacini il cui livello ha una bassa escursione stagionale. Livelli di acqua troppo alti o troppo bassi sarebbero fattori di stress importanti per la pianta che potrebbe subire conseguenze più o meno gravi.

Nymphaea alba. L’unica ninfea autoctona in Italia

Propagazione e coltivazione

Le ninfee sono piante estremamente semplici da coltivare perché è sufficiente utilizzare un vaso con del substrato e un contenitore pieno d’acqua in cui posizionare il vaso. Il substrato migliore per la coltivazione di queste piante è costituito da terra argillosa poiché, a differenza di un normale terriccio universale, non tenderà a galleggiare sporcando l’acqua. Sarà necessario semplicemente inserire il rizoma o il bulbo della ninfea nel vaso con il substrato e successivamente posizionare il vaso in acqua a una profondità di almeno 30cm.

Esempio di coltivazione di una ninfea in vaso.

La propagazione può avvenire per via vegetativa tramite divisione dell’apparato radicale o divisioni di propaguli nel caso di ninfee vivipare. Il termine “vivipare” è in realtà improprio perché appartenente al mondo animale. Nel caso delle piante il termine più corretto sarebbe “gemmiparia”. Questo termine indica un tipo di riproduzione vegetativa in cui le piante originano piccole propaggini che poi si separano dalla pianta madre. Per quanto riguarda le ninfee, è un fenomeno che caratterizza principalmente le ninfee tropicali, le quali possono produrre piccole piantine geneticamente identiche alla pianta madre dal centro di una foglia in via di disseccamento o da un fiore ormai appassito. Un altro metodo di propagazione è la propagazione per via sessuata ovvero tramite i semi. A seguito dell’impollinazione, la pianta produce una capsula contenente i semi. Quando i semi raggiungono la maturazione, la capsula si apre liberando i semi avvolti da una sostanza gelatinosa che li fa galleggiare e ne garantisce la dispersione. I semi, dopo essersi dispersi, affondano e iniziano a germinare. La dimensione dei semi è molto piccola in quasi tutte le ninfee tranne che nelle ninfee giganti che possono avere semi di circa 1cm di diametro.

Foglie di un giovane esemplare di ninfea nato da seme

Ninfee da record

Le ninfee, oltre a essere classificate in base al loro adattamento al freddo, possono anche essere classificate in base alla loro dimensione. Esistono ninfee nane come la Nymphaea ‘Pygmaea Alba’ o Nymphaea ‘Aurora’

Fiore di Nymphaea ‘Aurora’. Si tratta di una ninfea nana i cui fiori difficilmente raggiungono i 5cm di diametro.

ma esistono anche ninfee piccole, medie, grandi e giganti. La Nymphaea alba (unica specie spontanea in Italia) è una ninfea di dimensioni medio-grandi. Gli esempi più estremi per quanto riguarda le dimensioni sono costituiti da ninfee tropicali. Nymphaea thermarum è la ninfea più piccola al mondo ed è una ninfea tropicale originaria del Rwanda. La pianta è quasi estinta in natura ma sono presenti molti esemplari in diverse coltivazioni private e in alcuni orti botanici, tra cui l’orto botanico di KEW a Londra.

Nymphaea thermarum presso KEW Gardens, Londra. Fonte: Wikipedia

La ninfea più grande al mondo è la ninfea Victoria boliviana. Si tratta di una specie di ninfea scoperta recentemente in Bolivia. Cresce nelle acque poco profonde dei fiumi della Foresta Amazzonica ed è caratterizzata da foglie con il bordo ripiegato e rialzato che possono superare i 2 metri di diametro. La pagina inferiore delle foglie è caratterizzata da spesse nervature e da grandi spine. Il fiore può superare i 30cm di diametro, è bianco/rosa e la fioritura è notturna.

Victoria boliviana presso KEW Gardens, Londra. Fonte: Wikipedia

Le ninfee nella letteratura – I lotofagi

All’interno del Libro IX dell’Odissea, Omero descrive il viaggio che Ulisse e i suoi compagni affrontano, vagando alla deriva, a causa di una tempesta che li porta a incontrare i lotofagi ovvero: i mangiatori di loto. La terra dei lotofagi è situata nel Nord Africa, probabilmente nell’attuale Libia. I lotofagi grazie al consumo del loto avevano effetti di assuefazione e perdita di lucidità o memoria. In epoca moderna quando si parla di loto, si fa riferimento al fior di loto ovvero a delle piante appartenenti al genere Nelumbo. Queste piante sono simili alle ninfee ma in realtà sono profondamente differenti. Inoltre, il nelumbo è una pianta interamente commestibile (rizomi, foglie, fiori e semi) e non ha alcun effetto su chi la consuma. Ad oggi non si conosce con certezza l’identità della pianta utilizzata dai lotofagi ma ci sono più ipotesi.  Le teorie ad oggi ritenute più valide riguardano lo Ziziphus lotus (pianta appartenente allo stesso genere botanico a cui appartiene il giuggiolo) o la Nymphaea caerulea. La Nymphaea caerulea è una pianta comunemente chiamata loto blu o loto egiziano proprio in riferimento alla zona in cui è maggiormente diffusa. Si tratta di una ninfea tropicale caratterizzata da una fioritura diurna e da un fiore ceruleo di circa 10/15cm di diametro. Il consumo dei suoi fiori provoca effetti psicoattivi simili a quelli attribuiti ai lotofagi.

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