lampascione

LAMPASCIONE : descrizione, habitat e curiosità

Il lampascione (Muscari comosum o Leopoldia comosa) è una pianta erbacea bulbosa perenne appartenente alla famiglia delle Asparagaceae.

L’etimologia del nome del genere sembrerebbe derivare dal Sanscrito mushka = testicolo, dovuto alla forma dei bulbi, ma secondo altri potrebbe derivare anche dal greco mòschos = muschio, per l’odore di alcune specie di questo genere; mentre il nome specifico deriverebbe dal latino comosum = chiomato, riferito ai fiori sterili terminali riuniti a ciuffo.

Questa specie è nota anche come cipolla canina, cipollaccio col fiocco, lampagione, giacinto del pennacchio o muscari chiomato.

Il bulbo di questa pianta è commestibile a ha proprietà molto simili a quelle della cipolla. I lampascioni risultano leggermente amarognoli e sono particolarmente apprezzati in Puglia e Calabria.

Conosciamoli meglio!

Distribuzione e habitat

Il lampascione è una specie a distribuzione euro mediterranea presente in tutte le regioni d’Italia. Nel nostro territorio è molto comune su tutti i rilievi, molto meno diffuso nelle aree pianeggianti.

Tende a crescere nei prati naturali ed in vegetazioni ruderali, su suoli calcarei o limoso-argillosi, aridi d’estate, al di sotto della fascia montana. Vegeta fino ai 1500 metri di quota.

Descrizione botanica

  • Portamento : è una pianta erbacea perenne bulbosa alta 15-80 cm. Provvista di un bulbo ipogeo globoso-ovoidale di 2-4 cm di diametro, questo presenta delle tuniche rossastre. Lo scapo è eretto, cilindrico e glabro.
  • Foglie : solitamente le foglie sono 2-5, tutte nascenti dal bulbo, sono carnose, larghe da 0,5 a 1,5 cm, più corte dello scapo, inguainanti alla base, lineari, prostrate o erette tendenti ad afflosciarsi, scanalate nella parte inferiore. Queste si restringono superiormente fino ad assumere una punta acuta.
  • Fiori : il fusto porta un racemo cilindrico o piramidale nel quale i fiori fertili, di colore bruno-violaceo, ne costituiscono la parte inferiore, mentre i fiori sterili formano un ciuffo di fiori azzurro-violacei e hanno i peduncoli più lunghi e rivolti verso l’alto. I fiori possono essere anche tutti sterili. La pianta fiorisce da marzo a giugno.
  • Frutti : i frutti sono delle capsule ottuse di forma ovato-triangolare, lunghe fino a 15 mm, presentano tre valve che a maturità si aprono e lasciano cadere i 6 semi, globosi e nerastri.
Lampascione
bulbi lampascione

Utilizzi

I bulbi di questa pianta sono commestibili. Solitamente vengono consumati stufati, arrostiti o sotto aceto. Dal punto di vista nutrizionale questi “cipollotti” sono una piccola miniera di benefici per tutto l’organismo. Infatti posseggono un elevato valore alimentare e una notevole concentrazione di vitamine e sali minerali. Sono ricchi di fosforo, ferro, potassio, calcio, rame, manganese e magnesio. Il loro consumo stimola l’appetito, attiva le funzioni digestive svolgendo un effetto anti infiammatorio per l’intestino.

  • I rimedi popolari attribuiscono alla pianta proprietà emollienti e rinfrescanti; è tipico realizzare un pestato unito con il miele da applicare direttamente sulla pelle.
lampascioni

Simbologia

Ai lampascioni veniva attribuito il simbolo di buon auspicio di fecondità. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis historia, ne decantava gli effetti parlando di bulbi capaci di esaltare al massimo il desiderio. Ed infatti nell’antica Roma, durante i pranzi nuziali, i lampascioni venivano offerti agli sposi come segno di buon augurio ed auspicio di fecondità.

Curiosità sui lampascioni

  • Consumato crudo può provocare problemi all’apparato digerente.
  • Linneo dedicò il genere Leopoldia al granduca di Toscana Leopoldo II, fondatore dell’Herbarium Centrale Italicum di Firenze.
  • Si calcola che nel mondo esistano all’incirca 50 varietà di cui solo sette in Italia. Alcune di queste sono coltivate a solo scopo ornamentale.
  • Possono essere scambiati con i bulbi di una pianta che appartiene alla stessa famiglia ma non commestibile e velenosa: il Colchico.

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