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La quercia da sughero o sughera (Quercus suber) è una pianta legnosa sempreverde con portamento arboreo appartenente al genere Quercus. Le foglie sono coriacee, di forma ovata e possono avere margine liscio o margine dentato (questa caratteristica è solitamente tipica degli esemplari giovani). I rami giovani sono sottili e nodosi e per i primi anni di vita non hanno un evidente strato di sughero. Gli esemplari adulti possono raggiungere i 20 metri e hanno rami contorti, una chioma irregolare e presentano uno strato di sughero di spessore variabile. Lo spessore dello strato di sughero dipende principalmente dall’età della pianta e dall’eventuale raccolta da parte dell’uomo. L’apparato radicale è fittonante ma presenta robuste radici laterali.

Distribuzione e habitat
L’areale di questa specie si estende dalle coste atlantiche di Spagna, Portogallo, Francia e Marocco fino alle coste del Mediterraneo occidentale. In Italia la quercia da sughero è diffusa principalmente nelle regioni tirreniche anche se, essendo una specie coltivata per fini economici, è stata diffusa oltre il suo areale originario. È una specie che in Italia caratterizza i boschi mediterranei; perciò predilige aree con inverni miti e piovosi ed estati calde e poco piovose ma con un buon livello di umidità atmosferica che solitamente è garantito dalla vicinanza al mare.

Il sughero
Una delle caratteristiche principali che contraddistingue la sughera dalle altre querce mediterranee come il leccio (Quercus ilex) è proprio la presenza del sughero che ricopre il tronco e i rami della pianta. Il sughero ha lo scopo di isolare il tronco dell’albero al fine di proteggerlo. Questo spesso strato è ignifugo e perciò protegge la pianta in caso d’incendio. Fiamme molto alte possono bruciare le foglie o i rami più giovani che sono sprovvisti di sughero ma il tronco e i rami più grandi resteranno protetti e perciò la pianta riuscirà a riprendersi velocemente. In rari casi la protezione offerta dal sughero può risultare inefficace contro le fiamme: se lo strato di sughero presenta delle imperfezioni o delle crepe, il fuoco può arrivare al legno bruciando l’albero dall’interno. In alcune regioni come la Sardegna, le querce da sughero vengono coltivate e sfruttate per la raccolta del sughero tramite lo scortecciamento della parte bassa dei tronchi degli alberi. Inizialmente la pianta produce uno strato irregolare detto sugherone, quindi inadatto alla produzione dei tappi. Per questo motivo deve essere fatta una prima raccolta e solo successivamente la pianta produrrà un sughero più compatto, regolare e pregiato (sughero gentile) adatto alla produzione di tappi. La prima raccolta avviene dopo circa 25-30 anni di età. Le raccolte successive avvengono a distanza di circa 10 anni l’una dall’altra.

Riproduzione
Quercus suber è una pianta monoica, quindi presenta organi riproduttivi maschili e femminili separati ma sulla stessa pianta. La fioritura avviene nei mesi di aprile e maggio mentre la maturazione dei semi (ghiande) avviene alla fine dell’estate. I semi hanno dimensioni variabili tra i 2 e i 4cm di lunghezza. Il seme non è dormiente, perciò se si vuole provare a seminare questa quercia sarà necessario piantare la ghianda poco dopo averla raccolta (settembre-ottobre).
Curiosità: cerrosughera (Quercus x crenata)
Quercus x crenata è ritenuta da alcuni una specie autonoma mentre altri ritengono si tratti di un ibrido naturale tra il cerro (Quercus cerris) e la sughera (Quercus suber). In Italia la distribuzione di Quercus x crenata è sporadica quindi gli esemplari sono molto rari. Si tratta di alberi semi decidui che possono superare i 25 metri e che presentano caratteristiche morfologiche intermedie tra la quercia da sughero e il cerro per quanto riguarda la forma delle foglie delle ghiande e l’aspetto della corteccia. La Quercus x crenata spesso cresce in collina nei boschi di cerro quindi in inverno è facilmente visibile perché, a differenza dei cerri, non perde tutte le foglie nella stagione fredda.




