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Il Finocchietto selvatico
Il finocchio selvatico (Foeniculum vulgare subsp. piperitum) è una pianta erbacea pluriennale o perenne appartenente alla famiglia delle Apiaceae.
Le Apiaceae, prima note come Umbelliferae o Ombrellifere, sono una famiglia vegetale molto vasta i cui caratteri distintivi sono la tipica infiorescenza ad ombrella, i tipici frutti e la produzione di particolari composti chimici che conferiscono a queste piante odori e sapori caratteristici.
Il finocchio selvatico è infatti una pianta molto apprezzata per le sue qualità aromatiche. Soprattutto nella radice e nei frutti sono contenuti i principi attivi quali l’olio essenziale (fenolo, estragolo) e gli acidi clorogenico e caffeico.
Conosciamo meglio questa specie selvatica.
Distribuzione e habitat
È una specie spontanea presente in tutta l’area mediterranea. In Italia si rinviene in tutte le regioni centro-meridionali. Vegeta dal livello del mare sino ai 1000 metri di quota, in luoghi per lo più assolati, nelle rupi, nei muri ed in terreni sia ricchi di humus che poveri, a matrice calcarea. Spesso risulta essere infestante e di difficile eradicazione.
Descrizione botanica
- Portamento : il fusto rimane eretto anche quando raggiunge i 2 metri di altezza, è cilindrico, liscio e ramificato in alto.
- Apparato radicale : presenta un apparato radicale rizomatoso, ingrossato ,nodoso ed anulato, che si estende sia verticalmente che orizzontalmente nel terreno.
- Foglie : le foglie sono pennatosette con segmenti filiformi inguainanti. Hanno un lungo e consistente picciolo slargato alla base.
- Fiori : i fiori hanno petali gialli, sono piccoli e poco appariscenti, riuniti in infiorescenze ad ombrella costituite da 8-15 ombrellette e maturanti diversi semi.
- Frutti : i frutti sono acheni ovoidali uniti a due a due, prima verdi e a maturità di colore marroncino chiaro.
Quali sono i benefici del Finocchietto selvatico?
Il finocchio selvatico, oltre che per le sue qualità aromatiche, viene fortemente apprezzato anche per le sue proprietà digestive, diuretiche, depurative e antispasmodiche.
Utilizzi del Finocchietto selvatico
Grazie alle sue numerose proprietà il finocchio selvatico trova impiego in più ambiti:
- Il finocchio selvatico è una pianta molto nota ed abbondantemente usata nella cucina, in particolare in quella siciliana. Le foglie, per esempio, trovano impiego per la preparazione della “pasta con le sarde”, mentre i semi sono un condimento importante ed indispensabile per la preparazione della salsiccia. I semi di finocchio essiccati trovano impiego anche in pasticceria per la preparazione dei cosiddetti “biscotti di San Martino”. E ancora vengono utilizzati per aromatizzare i taralli.
- Con le foglie vengono realizzati dei pesti.
- I semi vengono utilizzati per aromatizzare amari e liquori.
- Sono molto diffuse le tisane a base di finocchio selvatico. Queste solitamente hanno scopi digestivi.
- La radice è un ottimo diuretico, con essa si prepara un infuso.
Quando si possono raccogliere i semi?
La maturazione dei semi avviene tra agosto e settembre e la loro raccolta deve essere repentina, altrimenti si staccano dall’ombrella e si disperdono nel terreno. Una volta raccolti vanno lasciati essiccare.
Quando si può raccogliere la radice?
La radice va raccolta tra ottobre e novembre. Questa va mondata, lavata, tagliata e lasciata essiccare all’ombra.
Simbologia
Per gli antichi Romani il finocchio selvatico era simbolo di successo e di forza, lo usavano nelle vivande dei gladiatori come energizzante e per coronare i vincitori. Infatti, nel linguaggio dei fiori, il finocchio indica la forza.
Curiosità sul finocchietto selvatico
- In provincia di Messina , per le sue proprietà galattogene, veniva inserito come alimento preferenziale nelle diete delle donne che avevano da poco partorito.
- Si riteneva che mettere i semi di finocchio selvatico in infusione nel vino desse origine ad una bevanda afrodisiaca.
- I veneziani “infinocchiavano” il vino per mascherare i difetti e dargli un gusto maggiormente accettabile.
- Le foglie venivano utilizzate , insieme con quelle di alloro, per profumare l’acqua bollente che veniva versata sul bucato. Per ottenere così un bucato profumato.
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