Il buco dell’ozono si sta chiudendo

Il buco dell'ozono si sta riassorbendo

Il buco dell’ozono si sta realmente chiudendo?

Prima di affrontare la questione cerchiamo di comprendere di cosa si tratta: “Il buco dell’ozono è la riduzione dello strato di ozono nell’atmosfera terrestre. È la fascia che protegge la Terra dai raggi ultravioletti emessi dal Sole. Lo strato di ozono (ozonosfera) si trova tra i 20 e i 40 Km nella stratosfera, dunque, sopra la troposfera che è la regione più bassa dell’atmosfera in cui viviamo e dove si verificano la maggior parte delle condizioni meteorologiche.

Il buco dell’ozono si crea per effetto delle sostanze prodotte dall’uomo, chiamate CFC (clorofluorocarburi). I clorofluorocarburi a contatto con i raggi ultravioletti rilasciano del cloro che interagisce con una molecola di ozono che viene distrutta e rilascia monossido di cloro e ossigeno.” (fonte Carducci-Galilei.

La perdita dello strato di ozono, secondo il report delle nazione Unite, è sulla buona strada per essere completamente recuperata entro il 2040 in tutto il mondo, a parte le regioni polari, secondo il rapporto. I poli impiccheranno un po’ più di tempo: lo strato di ozono si riprenderà completamente entro il 2045 sull’Artico e entro il 2066 sull’Antartide.

Quest’importante risultato è da attribuire all’accordo internazionale noto come Protocollo di Montreal del 1987, da cui si decise di ridurre significativamente l’uso di CFC e altri composti dannosi per l’ozono a livello globale. Come risultato, la concentrazione di ozono nella stratosfera sta lentamente aumentando.

Detto ciò, ci sono nuovi problemi emergenti, come l’aumento delle emissioni di idrofluorocarburi (HFC), che sono stati utilizzati come sostituti dei CFC ma che hanno un impatto negativo sull’effetto serra.

Quindi è’ importante continuare gli sforzi per ridurre ulteriormente l’uso di questi composti e sviluppare tecnologie alternative per proteggere l’ozono e preservare l’ambiente.

 

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