Bombo dei prati - bombus pascuorum

Il Bombo: alleato instancabile della natura

I bombi (genere Bombus, famiglia Apidae) sono insetti appartenenti alla stessa famiglia delle api, ma si distinguono per alcune caratteristiche fisiche che li rendono facilmente riconoscibili.

I bombi hanno un corpo robusto e tozzo, ricoperto da un fitto strato di peli che li conferisce un aspetto peloso e soffice, quasi come delle piccole “palle di pelo” volanti. Questa peluria non è solo decorativa: è fondamentale per raccogliere il polline che trasportano da fiore a fiore.

bombo terrestre - bombus terrestris
Bombo terrestre – bombus terrestris. Fonte bombus.it

Un altro tratto distintivo dei bombi è il loro colorito vivace. Le specie più comuni presentano bande di colore nero e giallo, ma esistono anche varietà con strisce arancioni, rosse e bianche. Questi colori non sono casuali: il giallo, in particolare, è legato alla loro funzione di avvertimento, un segnale visivo che suggerisce la presenza di pungiglioni, anche se i bombi sono generalmente poco aggressivi. La loro struttura corporea è più grande e “tarchiata” rispetto alle api, con un’area toracica che ospita i muscoli necessari per il volo, rendendoli particolarmente potenti e capaci di volare anche in condizioni difficili, come in giornate fredde o ventose.

Le ali, larghe e sottili, battono velocemente, creando un suono vibrante caratteristico, che in alcuni casi può essere udito anche a distanza. Questi particolari rendono il bombo facilmente distinguibile dagli altri insetti impollinatori, conferendogli un fascino unico, tanto che spesso viene celebrato per il suo aspetto “robusto” e la sua indole instancabile.

Se osservato da vicino, il bombo emana una certa “maestosità” quando vola da un fiore all’altro, compiendo movimenti rapidi e precisi, quasi danzando tra i petali, mentre il suo corpo peloso raccoglie il polline, contribuendo alla sopravvivenza delle piante e dei raccolti.

Bombo dei prati - bombus pascuorum
Bombo dei prati – bombus pascuorum. Fonte bombus.it

Alimentazione e ciclo vitale del Bombo

L’alimentazione dei bombi si basa principalmente su due risorse fondamentali: nettare e polline, raccolti durante le loro attività di bottinatura. Questi insetti svolgono un ruolo chiave nella catena ecologica, poiché, mentre si nutrono, facilitano anche l’impollinazione di numerose specie vegetali.

  • Il nettare: ricco di zuccheri semplici come glucosio, fruttosio e saccarosio, rappresenta la principale fonte energetica per i bombi adulti. Lo raccolgono grazie alla loro ligula, una sorta di lingua allungata e flessibile, la cui lunghezza varia a seconda della specie e influenza la scelta dei fiori. Per esempio, il Bombus hortorum, con la sua ligula particolarmente lunga, predilige fiori dal calice profondo, come quelli delle bocche di leone o delle digitale. Il nettare viene immagazzinato nella borsa melaria, una struttura interna che funziona come un serbatoio temporaneo. Una parte viene consumata immediatamente per sostenere l’attività di volo, che richiede un notevole dispendio energetico, mentre il resto viene riportato al nido per essere utilizzato dalla colonia.
  • Il polline: costituisce la principale fonte di proteine, lipidi, minerali e vitamine, nutrienti essenziali soprattutto per lo sviluppo delle larve.

La colonia di bombi è annuale: nasce, si sviluppa e si estingue nel corso di una sola stagione. La gerarchia è composta da:

• Regina: fonda il nido, depone le uova e coordina la colonia.

• Operaia: si occupa della raccolta di nettare e polline, della cura della prole e della difesa del nido.

• Maschi (fuchi): nascono nella fase finale della stagione per accoppiarsi con le nuove regine.

Habitat e distribuzione

I bombi sono diffusi in tutto l’emisfero settentrionale, soprattutto in Europa, Asia e Nord America, ma alcune specie si trovano anche in Sud America. In Italia, si possono osservare numerose specie, come il bombo terrestre (Bombus terrestris), il bombo dei prati (Bombus pascuorum), il bombo lapidario (Bombus lapidarius), il bombo muscorum (Bombus muscorum) e il bombo delle pietraie (Bombus hortorum).

Questi insetti prediligono ambienti ricchi di fioriture, come prati, pascoli, giardini e zone di montagna, dove sono spesso gli unici impollinatori attivi a quote elevate.

Mirtillo nero - vaccinium myrtillus
Un esemplare di bombo mentre bottina dai fiori di un Mirtillo nero

Il ruolo ecologico del bombo

I bombi sono tra i più efficienti impollinatori grazie alla tecnica della “buzz pollination” (impollinazione vibratile). Vibrando rapidamente le ali, riescono a liberare il polline anche dalle antere più chiuse, come nel caso di pomodori, mirtilli e melanzane. Senza il loro contributo, molte piante avrebbero difficoltà a riprodursi.

Un esempio concreto è il loro impatto su colture di montagna, come il rododendro e il mirtillo, che dipendono quasi esclusivamente dalla loro attività impollinatrice.

Bombo lapidario - bombus lapidarius
Bombo lapidario – bombus lapidarius. Fonte bombus.it

Curiosità sui bombi

Mito del volo impossibile: per anni si è creduto che, secondo le leggi dell’aerodinamica, i bombi non potessero volare. Oggi sappiamo che riescono a farlo grazie a un particolare movimento oscillatorio delle ali.

• Memoria dei fiori: i bombi sono in grado di riconoscere e memorizzare i fiori più produttivi, ottimizzando i loro spostamenti.

• Termoregolazione: possono aumentare la temperatura corporea grazie al movimento dei muscoli toracici, riuscendo così a volare anche in giornate fredde.

Bombo muscorum - bombus muscorum
Bombo muscorum – bombus muscorum. Fonte bombus.it

Minacce e conservazione

Le popolazioni di bombi stanno diminuendo a causa di:

• Perdita di habitat dovuta all’agricoltura intensiva e all’urbanizzazione.

• Uso di pesticidi che interferiscono con la loro capacità di orientarsi e di nutrirsi.

• Cambiamenti climatici che alterano la disponibilità di fioriture.

Per proteggerli, è importante creare spazi verdi ricchi di fiori autoctoni e ridurre l’uso di pesticidi.

I bombi sono alleati indispensabili della biodiversità e dell’agricoltura. Conoscere meglio questi insetti significa apprezzarne l’importanza e contribuire attivamente alla loro tutela. Osservandoli all’opera tra i fiori di un prato, possiamo cogliere l’affascinante complessità della natura e il ruolo cruciale di queste “palle di pelo” alate.

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