Horseshoe cloud, una nube “portafortuna”

Un saluto a tutti, ormai lo sappiamo: il cielo sa spesso meravigliarci con una moltitudine di colori e forme, alcune di esse stravaganti o insolite. A proposito di insolito, oggi vi parliamo di una sottocategoria delle nubi cumuliformi: le Horseshoe cloud, ovvero le Nubi a Ferro di Cavallo.

Si tratta di nubi davvero inusuali, di rara formazione in quanto per il loro sviluppo è necessaria la simultaneità di alcune condizioni. Inoltre serve un certo tempismo nell’individuarle, dal momento in cui la loro durata è di pochissimi minuti. Andiamo a scoprire come si formano.

Tutto parte con un semplice meccanismo di convezione: al suolo in seguito all’irraggiamento diurno troviamo delle sacche di aria calda, chiamate termiche. Queste sacche meno dense dell’aria circostante tendono a salire verso l’alto, descrivendo così anche il moto delle correnti ascensionali. Tali correnti presentano velocità diverse tra i bordi (velocità minori) e la parte centrale di questa “colonna d’aria” ascendente (velocità maggiori). A questo punto la nube può palesarsi come stadio finale di un cumulo piatto, deformato dalla vorticità ambientale, oppure può formarsi isolato condensando lungo la corrente ascensionale.

Schema di una termica in risalita, con conseguente condensazione e sviluppo di una nube

La parte centrale di questo flusso ascendente, avendo maggior velocità, tende ad essere aspirato verso l’alto più velocemente per via di un importante wind shear verticale, mentre le velocità minori dei bordi permettono la condensazione di questa nube effimera, della durata di qualche minuto. Lo stesso wind shear è alla base dell’invorticamento della nube, generando uno shoehorse vortex (vortice a ferro di cavallo) sul quale la nube plasma la sua forma, e allontana verso l’alto la sua parte centrale dalle estremitò laterali. nubi a ferro di cavallo condensano così proprio lungo il bordo di flusso d’aria ascensionale.

Horseshoe cloud su Modugno (Bari). Foto di Nicola Ranieri


La rarità di queste nubi sta nel fatto che non sempre vi è la presenza di tutti gli elementi citati necessari per la loro formazione, ad esempio le correnti ascensionali devono proseguire indisturbate il loro moto verso l’alto, senza incontrare bruschi tagli di direzione e velocità del vento. Anche la combinazione tra correnti ascensionali nel posto giusto e le correnti in quota è poco frequente.

E’ per questo che l’evento di due settimane fa sui cieli del barese assume un carattere di eccezionalità. Possiamo osservare la formazione di questo cumulo a ferro di cavallo avvenuta sul bordo di un cumulo congesto.

Grazie a Nicola Ranieri per le foto scattate da Modugno (Bari).

Horseshoe cloud su Modugno (Bari). Foto di Nicola Ranieri

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