Ghiro

Ghiro : descrizione , habitat e comportamento

Ghiro

Il ghiro (Glis glis) è un piccolo roditore appartenente alla famiglia dei Gliridi, ed è l’unica specie del genere Glis.

Questo animaletto è particolarmente noto per essere un gran dormiglione. Conosciamolo meglio!

Distribuzione e habitat del ghiro

Il ghiro è ampiamente diffuso in gran parte dell’Asia e dell’Europa: il suo areale, infatti, va dal Nord della Spagna fino all’Ucraina e all’Iran. Presente anche nelle maggiori isole del Mediterraneo.

In Italia vive su tutto il territorio (in Sardegna è presente una sottospecie locale).

L’habitat del ghiro è molto vario e va dal livello del mare fino a circa 1500 metri di quota; predilige i boschi misti o di latifoglie, ma si adatta facilmente anche agli spazi abitati dall’uomo ed è possibile trovarlo in parchi, giardini, case di campagna e vecchi alberi, ricchi di numerose e comode cavità in cui rintanarsi.

Descrizione del ghiro

Il ghiro ha un corpo affusolato che difficilmente supera i 30 cm di lunghezza, di cui 13 cm sono di coda. Non pesa più di 100 grammi. È ricoperto da una folta pelliccia bruna-grigiastra lungo tutto il dorso e bianca sul ventre.

La coda è grande e pelosa e solitamente il ghiro la tiene sempre lunga e distesa in posizione orizzontale (fatta eccezione per quando dorme). La sua coda presenta un punto di pre-frattura in cui si stacca con facilità, dando così la possibilità al ghiro di mettersi in salvo e sfuggire ai suoi predatori. Tale fenomeno, detto “autotomia”, è una strategia di difesa che presentano diversi animali; a differenza però della lucertola, la coda spezzata dei gliridi non si riforma, ma rimane più corta.

Sulla parte laterale del muso sono presenti le vibrisse (organi tattili fondamentali per muoversi agilmente anche nel buio).

Gli occhi sono grandi e scuri e le orecchie piccole e tondeggianti. 

Alimentazione del ghiro

Il ghiro si nutre principalmente di bacche, noci, nocciole, castagne e frutti di bosco ma ogni tanto introduce nella propria dieta anche qualche proteina animale come piccoli invertebrati e uova di uccelli.

Comportamento del ghiro

Il ghiro è un animale notturno, esce dai propri nascondigli quando il sole è tramontato e fa le sue attività di notte, fino a quando non spunta di nuovo il sole. A quel punto fa ritorno nella sua tana (costruita con erba, legnetti e rivestita con materiale soffice e morbido) e ci resta tutto il giorno.

È una specie di abitudini gregarie. Sia in letargo che durante tutto l’anno, non vive mai da solo, ma condivide i nidi con tutta la sua famiglia.

Il ghiro è molto agile e ha abitudini arboricole.

ghiro italia

Letargo del ghiro

Il letargo del ghiro dura ben 5-6 mesi. Inizia ad andare in letargo a fine ottobre e si risveglia solamente a marzo. Prima di andare in letargo, come tutti gli altri animali, il ghiro accumula riserve di cibo: questo significa che verso settembre inizia a mangiare in grandi quantità e ingrassa, in modo da avere a disposizione riserve di grasso per tutta la durata del suo letargo. Al risveglio il ghiro avrà perso la metà del suo peso iniziale.

Riproduzione del ghiro

In primavera, quando i ghiri si risvegliano dal lungo letargo invernale, hanno inizio gli accoppiamenti. La gravidanza è breve, dura poco meno di un mese, e vengono partoriti 2-8 cuccioli. La tana in cui mamma ghiro accudisce i suoi piccoli viene costruita sulla cima degli alberi, in un posto sicuro e difficilmente raggiungibile dai predatori, diverso da quello che utilizza nel periodo del letargo, che solitamente è localizzato più in basso e vicino al terreno.

I piccoli vengono svezzati e aprono per la prima volta gli occhi dopo tre settimane dalla nascita. Raggiungono la maturità sessuale intorno ai 10 mesi di vita.

Verso del ghiro

Il ghiro squittisce.

Curiosità sul ghiro

  • Dal 2006 è stato riconosciuto in Italia come specie protetta.
  • I ghiri hanno origini preistoriche e rappresentano gli esemplari più antichi esistenti sulla terradella classe dei roditori: i primi fossili di questo esemplare risalgono al tardo Paleocene e agli inizi dell’Eocene, all’incirca 33-56 milioni di anni fa.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Abilita notifiche Si No