Crea sito

Downburst, microburst o macroburst? Facciamo chiarezza

A volte, dopo il passaggio di un violento temporale o supercella, si sente parlare di danni provocati da un probabile tornado o tromba d’aria, ma non è sempre così.

Infatti può essere che questi danni siano stati causati da un fenomeno atmosferico (legato alla presenza di un temporale) non molto conosciuto e un po’ confuso, ovvero il downburst.

Il downburst non è altro che un violento e concentrato collasso della corrente di downdraft del temporale, il quale si riverserà sul terreno con tutto il suo “peso” e potenza! Questa violenta corrente discendente porta con se forti precipitazioni, grandine e raffiche di vento anche distruttive.

Scatto di un downburst. Fonte sconosciuta

Una volta raggiunto il suolo, in maniera più o meno perpendicolare, la colonna d’aria si espande orizzontalmente in tutte le direzioni fino a raggiungere un diametro di 8-10 km. Al momento dell’impatto, le violente correnti in espansione tendono a creare un vortice rotante ad asse orizzontale, creando fortissime turbolenze con possibili danni alla vegetazione e anche ad alcune costruzioni.

Microburst e macroburst

Ma avrete sicuramente sentito parlare anche di “microburst” e “macroburst”.

Il microburst non è altro che un downburst in piccola scala in cui i venti di outflow interessano un’area di larghezza massima di 4 km. In questo caso la durata del fenomeno varia dai 2 ai 5 minuti, in alcuni casi può raggiungere anche i 10 minuti con venti fino ai 270 km/h (nei casi più estremi).

Il macroburst invece interessa un’area maggiore ai 4 km, la durata varia dai 2 ai 20 minuti, in alcuni casi possono durare anche 30 minuti con venti fino ai 215 km/h.

Può esserci anche la possibilità che un macroburst possa contenere svariati microburst i quali a loro volta contengono ulteriori burst –> burst swaths.
Ipotesi sulla genesi dei rotori ad asse orizzontale di un downburst. (Fonte Fujita 1983)

Wet downburst e dry downburst

Oltre alla differenziazione di scala del fenomeno, il downburst può essere secco (dry) o umido (wet). Nella maggior parte dei casi italiani si registrano casi di wet downburst (umidi) ove la pioggia e la grandine sono presenti e facilmente osservabili grazie alla bande grigiastre e/o biancastre in partenza dalla base del cumulonembo.

Microburst (larghezza max 4 km) immortalato in Texas, El Paso. Fonte Zsreport su Reddit. In questo caso la colorazione biancastra indica la presenza di un rovescio perlopiù di grandine.

Microburst a Fasano (BR), tramite pagia fb Meteo Fasano

Nel caso in cui fosse un dry downburst (secco) si potrà notare comunque la presenza del fenomeno grazie al sollevamento di polvere causato dai venti di outflow che tenderanno ad invorticarsi con asse orizzontale.

Dry downburst, evidente la fronte degli outflow in espansione orizzontale. Fonte Thevane.gawner.com

Tornado o downburst?

Quindi come possiamo capire se gli ingenti danni sono stati provocati da un tornado (o tromba d’aria) o da un downburst?

Vi allego un’immagine nella quale potrete trarre le risposte in merito.

Fonte Thevane.gawker.com

Come avrete visto, in quest’immagine gli alberi (nella prima metà) sono stati stesi in maniera lineare poiché le correnti al suolo del downburst essendo divergenti tendono a “viaggiare” in maniera dritta verso l’esterno dal luogo dell’impatto mentre nei tornado le correnti tendono ad avvitarsi intorno all’asse centrale verticale creando delle linee di danno curve.

Cino di NaturalMeteo

Fonte di alcune definizioni http://www.fenomenitemporaleschi.it/downburst.pdf

Una risposta a “Downburst, microburst o macroburst? Facciamo chiarezza”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.