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Centro-Sud, in arrivo il miglior colpo invernale: buona dose di neve e gelo anche a quote basse

Un saluto a tutti i nostri lettori!

Trascorsa la prima decade di Febbraio nella generale mitezza che ha interessato la nostra Penisola, è arrivato il momento di cambiare registro. Con molta probabilità, infatti, ci appresteremo ad entrare nel vivo dell’evento più importante di quest’inverno. Saranno solo poche le ore che ci separano dall’arrivo di una fiondata artico-continentale.

Temperature alla quota isobarica di 500 hpa (circa 5500 metri). Facilmente distinguibile la massa d’aria fredda in entrata sul nostro Paese

Seppur la provenienza non sarà puramente continentale come mostra la foto soprastante, il carico gelido che scenderà di latitudine sarà importante, con isoterme alle quote sia di 500 hpa che di 850 hpa molto rigide, oltre che per l’Italia, anche per i Paesi d’oltre-Balcani.

Cosa ci aspetta nelle prossime ore

Nelle prossime ore ci attendiamo precipitazioni diffuse sulle nostre regioni tirreniche centrali e sulla Sardegna. Nel corso della mattinata sarà possibile un parziale coinvolgimento dei settori adriatici. I fenomeni potranno risultare temporaleschi e a tratti di forte intensità sull’alta Toscana e sul Nord della Sardegna, nevosi in Appennino. Al Sud comincerà a peggiorare a partire dalla Campania, con piogge via via più consistenti. Soleggiato altrove.

Mappa sinottica per la giornata odierna

Nel pomeriggio graduale diradamento dei fenomeni su Toscana, Umbria e Sardegna, ancora però in un contesto di spiccata variabilità, a tratti temporalesca. Fenomeni più consistenti e temporaleschi, in questa fase, tra Lazio e Campania, mentre inizierà a peggiorare su alta Puglia e Basilicata con primi fenomeni sparsi. Soleggiato sulla costa adriatica e all’estremo Sud.

Peggiora sulle restanti aree nel corso della sera e della notte, con rovesci localmente anche temporaleschi. Fenomeni più abbondanti sul basso Tirreno. Ultimi strascichi sulle regioni centrali con precipitazioni per lo più sparse, mentre saranno migliorate le condizioni sulla Sardegna.

La quota neve oscillerà sui 1200/1300 m in Appennino centrale al mattino, in leggera salita durante le ore centrali del giorno, per poi attestarsi in serata sui 1000 m.

Nella giornata di giovedì condizioni soleggiate o al più di nuvolosità sparsa sulle regioni centrali e Sardegna, con il rischio di qualche fenomeno lungo le coste adriatiche. Ancora instabilità al mattino su Puglia e basso Tirreno con rovesci. La giornata proseguirà senza sostanziali variazioni fino alla serata, quando sulle regioni medio-adriatiche avverrà un aumento della nuvolosità, con annesse precipitazioni, nevose inizialmente da quote alto collinari.

Mappa sinottica per la giornata di domani

Da Venerdì tappeto rosso steso all’inverno

Come anticipato a inizio articolo, una massa d’aria molto fredda raggiungerà il nostro Paese a partire dalla giornata di venerdì. Si tratta di una circolazione di provenienza artico-continentale, ma negli ultimi giorni proprio questa massa d’aria sta già portando temperature davveo gelide sulla MittelEuropa ed i Paesi dell’Est. Un promontorio anticiclonico allungato dalla Penisola Iberica verso latitudini più settentrionali andrà a favorire la discesa della massa di aria fredda fino al Mediterraneo centro-orientale.

Gli effetti più importanti saranno visibili sui versanti orientali e nelle aree interne, sia sul piano termico che su quello della fenomenologia.

Scatto del modello previsionale americano GFS per Sabato 10, nel quale è visibile l’approdo in contemporanea del minimo di bassa pressione e dell’aria fredda sull’Italia

Si tratterà di un contesto piuttosto secco inizialmente per il Nord, mentre sarà presente instabilità sulle nostre regioni centro-meridionali a cavallo tra venerdì e domenica. Ciò sarà possibile all’arrivo in concomitanza del freddo sull’Italia e del passaggio un minimo di bassa pressione da Ovest verso Est. Al momento i fenomeni più importanti si prospettano per il medio Adriatico in termini di nevicate, anche a quote costiere o di pianura durante il clou della fase fredda. Alle regioni tirreniche spetterà molto probabilmente la quantità maggiore di precipitazioni durante la prima fase, ma la presenza di isoterme non ancora troppo basse non garantirebbe una quota neve bassa a tal punto da vedere fenomeni nevosi fin sulle coste.

Successivamente, seppur in presenza di pochi fenomeni, la massa d’aria fredda dovrebbe estendersi alle restanti aree della penisola, garantendo condizioni di gelo in presenza di cieli sereni durante le ore notturne.

Ritorneremo comunque sull’evento atteso con maggiori dettagli.

Nunzio Larosa

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