camoscio appenninico

Camoscio appenninico

Camoscio appenninico

Il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) , noto anche come camoscio d’Abruzzo, è un mammifero ungulato appartenente alla famiglia dei Bovidi e alla sottofamiglia dei Caprini.

È una sottospecie endemica presente solo in Italia, per la precisione presiede i monti dell’Appennino centrale.

Per molto tempo il camoscio abruzzese è stato confuso e accorpato come sottospecie del camoscio alpino, ma diversi studi sul DNA hanno confermato che queste sono due specie ben distinte, e che quindi il camoscio appenninico è una sottospecie a sé stante. Tutt’al più è stata notata una certa somiglianza con il ceppo spagnolo della quale infatti, il camoscio d’Abruzzo, risulta essere sottospecie.

Distribuzione e habitat del camoscio appenninico

Un tempo l’areale naturale di distribuzione del camoscio d’Abruzzo era molto più ampio. Oggi questo splendido animale vive quasi esclusivamente in Abruzzo, principalmente nella zona appenninica centrale.

Grazie a diversi progetti di reintroduzione oggi questa specie è presente anche nel parco nazionale dei Monti Sibillini e nel parco nazionale del Gran Sasso. Dato il notevole successo si sta continuando a lavorare sulla sua reintroduzione anche in altri parchi.

Il camoscio d’Abruzzo vive in aree impervie come pareti rocciose molto ripide a circa 1700-1800 metri di quota. Non per altro è noto come il signore delle rupi. Nel periodo invernale, per esigenze alimentari, scende nelle aree occupate da boschi misti a circa 1300-1000 metri di quota.

Descrizione del camoscio appenninico

  • Dimensioni : il camoscio d’Abruzzo presenta una lunghezza che può variare tra i 105 e i 130 cm in base al sesso, con un’altezza al garrese che non supera gli 80 cm. Le femmine solitamente risultano essere più piccoline e presentano una figura più slanciata. Il peso si aggira intorno ai 25-40 Kg.
  • Manto : durante il periodo estivo il manto presenta una colorazione rossiccia con sfumature bionde del ventre e nella testa. Durante l’inverno invece il manto estivo muta lasciando il posto al vello invernale, che risulta essere più lungo e folto e di colore bruno-nerastro sul dorso, nella coda ,nel ventre e nelle zampe, mentre il posteriore, il muso, la fronte e l’area che va dalle guance alle spalle sono biondo-giallo. Durante tutto l’anno il camoscio d’Abruzzo presenta una caratteristica fascia di pelo scuro che ricopre gli occhi a mo’ di mascherina e di una macchia chiara sulla gola, accompagnata da una fascia di colore bruno lungo il collo: tali ornamenti sono esclusivi di questi animali. Da tale fascia deriva il nome scientifico della sottospecie.
  • Coda : coda corta nodosa.
  • Zampe : zampe molto robuste e dotate di zoccoli. È un artiodattile.
  • Corna : presenta corna assai più lunghe rispetto a quelle degli altri camosci, raggiungono i 30 cm. Forma uncinata. Le corna sono perenni, quindi non cadono, e sono presenti in ambedue i sessi.
camoscio appenninico

Alimentazione del camoscio appenninico

Il camoscio d’Abruzzo è una specie erbivora. Durante l’inverno, quando l’erba scarseggia, ripiegano su muschi, licheni e germogli teneri.

Riproduzione e comportamento del camoscio appenninico

I camosci appenninici vivono in gruppi separati. Le femmine vivono in branchi composti da altre femmine con i loro cuccioli, solitamente sono composti da circa 20-30 esemplari. I giovani maschi vivono con altri giovani maschi fino circa ai 3 anni. Mentre i maschi adulti vivono solitari.

Durante l’autunno i maschi interrompono il loro “eremitaggio” per la stagione degli accoppiamenti. In questo periodo iniziano degli scontri molto violenti per aggiudicarsi il gruppo di femmine.

La gestazione del camoscio dura 6 mesi, al termine della quale la femmina darà alla luce un solo piccolo. I parti gemellari sono estremamente rari.

Quando le femmine danno alla luce un piccolo si allontanano momentaneamente dal branco.

Verso del camoscio appenninico

Il verso del camoscio è noto come fischio.

Curiosità sul camoscio appenninico

  • Il camoscio appenninico ha rischiato l’estinzione più volte tra il XIX e XX secolo a causa di uccisioni sconsiderate che hanno ridotto questa specie a poche decine di esemplari (durante la Seconda guerra mondiale ne erano rimasti solo 40 individui).
  • Il camoscio appenninico costituisce una delle entità faunistiche più rare in Italia, tanto da farlo inserire come specie prioritariae degna di protezione e salvaguardia, nell’Allegato II e IV della Direttiva Habitat europea. È inoltre classificato come “vulnerabile” nella lista rossa dei mammiferi redatta nel 2008 dall’IUCN (Unione Internazionale di Conservazione della Natura) e “specie particolarmente protetta” nella legislazione italiana (legge 157/92).

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Abilita notifiche Si No