Calendula selvatica : descrizione, habitat e utilizzi

La calendula selvatica (Calendula arvensis L.) è una pianta erbacea annuale o biennale appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Il nome del genere deriva dal latino “calendae” in allusione al tempo che scorre come la fioritura che si protrae per parecchi mesi. L’epiteto della specie invece allude ai luoghi in cui vegeta.

Conosciamola meglio!

Calendula selvatica

Distribuzione e habitat

La calendula selvatica è una specie originaria dell’area Euri-Mediterranea. La specie è presente in tutta l’area mediterranea; in Italia si rinviene dal livello del mare sino a quote submontane, in particolare molto comune nel Centro-Sud e nelle isole.

Cresce su substrati diversificati ma punta sempre a luoghi soleggiati. Predilige i campi coltivati o incolti, le colture arboree, i bordi stradali e le aree a forte disturbo antropico.

Può vegetare fino a 600-800 metri di quota e predilige i terreni calcarei.

È una specie brevi diurna, cioè svolge il suo ciclo vitale (soprattutto la fioritura) nelle stagioni in cui si accorcia la durata della luce diurna.

Descrizione botanica

  • Portamento : pianta erbacea annuale o biennale. Presenta fusto ramificato fin dalla base con portamento eretto o arcuato-ascendente. Risulta essere pubescente, intensamente odorosa e al tatto appiccicosa. Alta 20-50 cm.
  • Foglie : le foglie sono alterne, ovato-spatolate, ricoperte da una densa peluria e con margine irregolarmente dentellato.
  • Fiori : i fiori sono riuniti in capolini solitari discoidali, con fiori tubulosi al centro e fiori ligulati al margine. Sono di colore giallo-arancio, lungamente peduncolati e del diametro di 2–3 cm. Fioritura da Novembre a Maggio.
  • Frutti : i frutti sono acheni eteromorfi (presenta diversità o discontinuità di forma). Gli esterni sono arcuati con un lungo rostro, bordo spinescente e base trialata, i mediani sono a forma di barchetta, mentre gli interni sono anulari, con la superficie normalmente tubercolata e/o increspata trasversalmente.
acheni calendula

Utilizzi

La calendula è nota per le sue proprietà emollienti e lenitive. Tra i suoi principi attivi troviamo: beta caroteni, flavonoidi, mucillagini, resine, licopene, luteina e oli essenziali, la calendula ha potere antinfiammatorio, decongestionante, antispasmodico e regolarizzante del ciclo mestruale.

Grazie alle sue proprietà la calendula trova impiego in campo farmaceutico, cosmetico (creme) ed erboristico. Inoltre la specie è edibile.

  • Le foglie tenere (gusto leggermente amarognolo) vengono utilizzate in misticanza con altre erbe e i fiori servono anche per guarnire i piatti.
  • I boccioli fiorali possono essere conservati e poi impiegati come i capperi.
  • Frittata con le calendule.
  • Aceto alla calendula selvatica.
  • Una manciata di fiori messi in infusione nell’acqua calda del bagno esercita un effetto decongestionante, lenitivo e reidratante.
  • In tintoria i capolini vengono utilizzati per tingere tessuti (prevalentemente lana e seta) di giallo con sfumature verdi.
calendula arvensis

Simbologia

Nel linguaggio dei fiori la calendula simboleggia la gelosia, la noia, il sentimento del dolore e le pene d’amore.

Secondo la mitologia greca, le calendule hanno avuto origine dalle lacrime di Afrodite, la dea della bellezza. Si narra infatti che Afrodite fosse addolorata per la morte del suo amato Adone, trafitto da un cinghiale mandatogli contro da Ares, il geloso marito di Afrodite. La dea per la tristezza iniziò a piangere e le sue lacrime, per come toccavano il suolo, si trasformavano in bellissime calendule.

Nell’America del Sud da sempre la calendula è considerata un simbolo di dolore, in particolare per i messicani è il fiore simbolo della morte. Una leggenda narra che le calendule, portate dai conquistatori dell’oro, si siano propagate sul territorio messicano a causa del sangue degli indigeni.

In Inghilterra invece, il significato attribuito alle calendule è più legato alla gelosia. Alcune credenze popolari affermano che nel momento in cui muoiono, tutte le zitelle si trasformano per la rabbia in calendule gialle.

calendula selvatica

Curiosità

  • La Calendula arvensis è parente stretta della Calendula officinalis L., più frequentemente coltivata e spontanea solo in alcune regioni d’Italia. Infatti possiede praticamente le stesse proprietà della Calendula Officinalis da cui si differenzia per le dimensioni del fiore.
  • La calendula segue il movimento del sole nelle varie ore del giorno (eliotropismo).
  • Gli stami e i fiori pestati erano usati come surrogato dello zafferano.

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