Anche le nuvole hanno un nome proprio

Fabio Fioramonti

Spesso ci ritroviamo a fotografare nuvole… c’è da sapere che ognuna di queste ha un nome, la loro altezza,la formazione e lo sviluppo varia a seconda della circolazione atmosferica in atto nei piani isobarici negli strati dell’atmosfera, di seguito proveremo ad illustrarvi la tipologia di queste, con una breve descrizione:

Fig 1 “Cirri” sono nubi non cumuliformi per lo più non convettivi le quali non dispensano precipitazioni. Altezza di formazione varia da 10.000/12000 metri di altezza

Fig 2 “Cirrocumuli” questa nube viene definita stratocumuliforme convettiva limitata non in grado di dispensare precipitazioni, viene classificata anch’essa “nube alta” poiche si sviluppa a quote che variano da 8.000/13.000 metri di altezza


Fig 3 Cirrostrati nube non cumuliforme non convettiva, nube alta,altezza di formazione e sviluppo tra 8.000/1.200 metri d’altezza

Fig 4 Altocumulo lenticolare,è la nube che se presente al calar del sole può regalarci tramonti memorabili, sembra quasi una “spennellata” nel cielo.
Viene classificata tra le nubi “medie” poichè si sviluppa ad altezza compresa tra 2.500/6.000 metri, classificata tra le nubi stratocumuliformi a convettività limitata
Fig5 Nembostrato, nube stratiforme non convettiva a sviluppo orizzontale, associata a nubi da maltempo a sfondo non temporalesco, altezza di sviluppo tra 300/600metri, questa a differenza delle altre porta precipitazioni anche talvolta abbondanti, associata a sistemi perturbati non temporaleschi


Fig6 Cumulonembo, la nube per “antonomasia” in grado di apportare precipitazioni, nube a sviluppo verticale che si genera in condizioni di forte instabilità atmosferica, particolarmente diffusa nel periodo primaverile ed estivo, in questa nuvola solitamente è accompagnata dalla formazione di fulmini.
Viene classificata tra le nubi cumulonembiforme a forte sviluppo convettivo, con essa si associano nella maggior parte dei casi precipitazioni molto intense, classificata tra le “nubi basse” per sviluppo verticale vuol dire che si forma da un altezza anche di 16.000 per poi evolvere in verticale fin verso i 2.000 metri di altitudine
Fig 7 “Shelf Clouds” nube a muro, classificata tra le “nubi estreme” . La nube a muro nasce per il fatto che la corrente discendente all’interno del cumulonembo (downdraft), invece di abbattersi al suolo dietro al temporale come outflow, viene richiamata all’interno della nube temporalesca da un movimento rotatorio indotto dal mesociclone interno alla supercella. Parte di quest’aria fredda si infiltra nella corrente ascendente calda (updraft) e, avvolgendosi a spirale intorno ad essa, viene spinta nuovamente verso l’alto, tipica delle località poste vicino ai litorali. Classificata come nube bassa, può dar precipitazioni violente, associata spesso a sostenuta ventilazione anche di tipo rotatorio/vorticoso
Fig8 “Mammatus” nube “rara”, classificata come nube bassa sempre appartenente alle nubi cumuliformi di origine convettiva, più diffusa nel periodo estivo, È probabile vedere mammatus soprattutto quando si parte da condizioni di aria estremamente umida nei bassi strati (afa estiva opprimente, ad esempio), in occasione dello sviluppo di un temporale e ad alta quota non c’è troppo vento, dispensa precipitazioni molto intense anche grandinigene
Fig9 Virghe nevose, classificata come altocumulo, spesso associate ad un sistema perturbato non convettivo, in grado di apportare comunque precipitazioni. Apprezzabili nel periodo invernale.

Ps: Ho tentato di classificare le più diffuse e le più curiose! Solo a scopo illustrativo e non didattico!

#HaveANiceWednesdayToAll

Fabio Fioramonti


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