News e Curiosità su Meteo, Natura e Scienza
Distribuzione e habitat
L’agnocasto è originario del Mediterraneo e dell’Asia centrale.
Vegeta in quasi tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, preferibilmente in luoghi umidi e selvaggi, nel letto di torrenti o argini di fiumi, o in prossimità dei litorali. Preferisce infatti i climi temperati, adattandosi a qualsiasi tipo di suolo purché non secco. Teme le forti gelate e l’ombra permanente.
In Italia lo si trova spesso lungo gli argini dei fiumi e nei luoghi abbastanza umidi.
Descrizione botanica
- Portamento : si presenta come un grande arbusto o piccolo albero a foglia caduca abbastanza con chioma allargata e frondosa. Può raggiungere i 5-6 metri di altezza. Ha fusti sottili, flessibili, ben ramificati, spesso con portamento assurgente. La corteccia è bruna e si desquama longitudinalmente. I rami giovani sono pubescenti.
- Foglie : le foglie sono dotate di picciolo piuttosto lungo, le foglie sono divise in 5 segmenti lanceolato-lineari, a disposizione apparentemente palmata (con il segmento centrale più lungo), sono di colore verde scuro. Sono rugose e nella pagine inferiore presentano una densa peluria. Il fogliame è molto aromatico. La lamina è lunga circa 10 cm.
- Fiori : i fiori sono riuniti in infiorescenze terminali a spiga lunghe 13-18 cm, queste hanno portamento eretto. Queste portano dei piccoli fiorellini tubulari di colore lilla – viola, sono profumati.
- Frutti : i frutti sono dalle piccole drupe nere di circa 4-5 mm,molto simili a quelle del pepe. Hanno una consistenza coriacea e presentano un sapore pungente.
Utilizzi
L’agnocasto è una pianta officinale. Vengono utilizzati esclusivamente i frutti e i semi di questa pianta.
Ha proprietà:
- Lenitive
- Rilassanti
- Ormonali (capacità di influenzare i livelli di diversi ormoni che controllano il ciclo riproduttivo femminile).
Spesso utilizzato anche come specie ornamentale.
Simbologia
L’agnocasto per molto tempo è stato noto come “Albero della castità“, per le proprietà anafrodisiache che le venivano attribuite. Infatti nell’antica Grecia le sacerdotesse che avevano fatto voto di castità lo utilizzavano nei loro rituali, così come nell’antica Roma le Vestali ne portavano un ramoscello come simbolo di castità; Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia scrive che veniva messo sui letti delle donne ateniesi per garantire la loro fedeltà quando i mariti andavano in guerra, e nel Medioevo i monaci usavano la tintura dei semi freschi per dominare gli impulsi sessuali (da cui il nome “Pepe dei monaci“).
Visita la nostra sezione NATURA e METEO
Attraverso questo link puoi accedere a tutti i nostri canali social. Scoprili! –> NaturalMeteo <-



