Anticiclone termico russo-siberiano detto “Orso”

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Territorio russo-siberiano foto 1

Oggi vorrei parlarvi un pò di questa famosa realtà invernale, molto desiderata dai meteo-appassionati e freddofili per via delle conseguenze gelide che porta col suo arrivo.
L’ “Orso russo” praticamente è una strutturra altopressoria (alta pressione, H) termica.
Il suo luogo di origine si individua precisamente nel vastissimo territorio delle grandi steppe in Russia e Asia centrale.
Dal tardo autunno ha inizio un lungo ma repentino processo di raffreddamento aiutato sia dal diminuire costante delle ore di luce, la presenza di aria relativamente secca e sia dall’assenza mitigatrice del mare per via della sua lontananza.

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gelo russo foto 2

Si andrà quindi a creare una vasta zona di freddo pellicolare con alti valori pressorici, già il nome tradisce la sua conformazione, di aria fredda(gelida al culmine della sua maturità) stazionaria al suolo fino alla quota massima di 1000/2000 metri di quota.(foto 2)

Ma cosa c’entra tutto ciò con i sogni più disperati di noi freddofili italiani?
Ecco proprio questo lago gelido può, in alcune rare configurazioni meteo, venire richiamato alle nostre latitudine grazie ad un deciso innalzamento dell’alta pressione delle Azzorre in sede scandinava agganciandosi a sua volta all’Alta pressione scandinava, creando un collegamento diretto tra Atlantico e Russia.(foto 3)

 

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fonte Meteociel foto 3

Ciò farebbe scivolare in moto retrogrado, ovvero con direzione opposta rispetto al moto naturale di una massa d’aria nell’emisfero boreale, sul bordo orientale di questo ponte il gelo presente sul comparto russo, dando vita a scenari gelidi e persistenti sulle regioni che verranno colpite, accompagnate talvolta dal Buran (un vento gelido russo).                                                                      In base all’entità del freddo o gelo in arrivo, le temperature potrebbero scendere anche a valori negativi in doppia cifra e massime davvero basse con possibilità di giornate di ghiaccio (in cui la T° max non ha superato gli 0°) nelle aree più riparate.

Questa configurazione ci potrebbe accompagnare per parecchi giorni, regalandoci nevicate abbondanti nei settori più esposti alle tese correnti gelide orientali che scorrendo sul mare Adriatico (più caldo) andrebbero a caricarsi di umidità scaricando sotto forma di rovesci neve fin sulle coste, “ASES” o Adriatic Sea-Effect Snow.

La possibilità di nevicate abbondanti anche su tutto o parte del Nord Italia andrebbero a concretizzarsi se si verificasse un richiamo umido Atlantico da Ovest dando vita alle consuete nevicate da “cuscinetto freddo” o “da raddolcimento”.

Con la speranza che si possa verificare nuovamente, vi lascio con questa foto dove riassume al meglio i suoi gelidi effetti..

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Russia

 

 

Di seguito, vi allego un’immagine dell’inverno 2017/18 precisamente a febbraio, dove viene registrato un repentino e fortissimo incremento della temperatura in stratosfera sul Vortice Polare cosiddetto Stratwarming.

 

Stratwarming

 

 

Cino di NaturalMeteo

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